M5s, i vertici scaricano Salvini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:57

Fa il punto a Marina di Bibbona Beppe Grillo, radunando lo stato maggiore del Movimento 5 stelle per ribadire quello che già appariva chiaro: “Tutti i presenti – spiegano i pentastellati in una nota – si sono ritrovati compatti nel definire Salvini un interlocutore non più credibile. Prima la sua mossa di staccare la spina al governo del cambiamento l'8 agosto tra un mojito e un tuffo. Poi questa vergognosa retromarcia in cui tenta di dettare condizioni senza alcuna credibilità”. Una presa di posizione netta e dal sapore di definitivo anche se, già nei giorni scorsi, tra Lega e M5s il solco appariva già incolmabile, tanto che lo stesso Di Maio si era sbilanciato nel dichiarare non ricucibile lo strappo. Porte chiuse quindi, con i vertici pentastellati che si dicono dispiaciuti “per il gruppo parlamentare della lega con cui è stato fatto un buon lavoro in questi 14 mesi”.

Il vertice

A dare la notizia del vertice-lampo dei Cinque stelle è stato il quotidiano Il Tirreno che, per primo, ha indicato come presenti tutti i pezzi da novanta del Movimento, dal presidente della Camera Roberto Fico al capo politico e vicepremier Luigi Di Maio. Ma nella villa della riviera livornese erano presenti anche Davide Casaleggio e Alessandro Di Battista, Paola Taverna e i due capigruppo di Camera e Senato, Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli, tutti concordi su un punto: Salvini come parte del contratto di governo è ormai bruciato, “inaffidabile”. Il tutto a poche ore da quella che sarà la riunione di Di Maio con tutti i parlamentari del Movimento, per i quali la sua leadership appare comunque tutt'altro che in discussione (si ragiona addirittura sull'ipotesi del secondo mandato).

La replica

Immediata la replica della Lega, affidata alle parole dei capigruppo alle Camere, Romeo e Molinari: “Se i grillini preferiscono Renzi alla Lega lo dicano chiaro, gli italiani sapranno chi scegliere“. Ancora più diretta la risposta di Matteo Salvini dal Festival della Versiliana: “Sarebbe folle mandare al governo minoranze bocciate alle elezioni. Il governo degli sconfitti sarebbe una truffa. Loro sono pronti a andare con Renzi e la Boschi domattina e sono io quello inaffidabile. Di Maio accusava Pd di essere partito di Bibbiano, e Pd ha promesso querela. M5s e Renzi, li vorrei vedere nella prima seduta consiglio dei ministri a Bibbiano”. 

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