Fratelli d'Italia: Paolo Diop responsabile immigrazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:55

Con Giorgia Meloni ci siamo trovati subito perché alla fine i nostri ideali sono gli stessi”. Così Paolo Diop a Radio Cusano Campus sottolinea la sua nomina a responsabile immigrazione di Fratelli d'Italia. “Francesco Storace ha fatto da tramite – racconta – e una volta che ci siamo incontrati abbiamo capito che potevamo lavorare bene insieme. L'acquisto migliore del Black Friday l'ha fatto Giorgia Meloni, mettiamola così”.

Il giovane d'origine senegalese spiega poi il lavoro che lo aspetta:  “Mi dovrò occupare di tutto quello che riguarda le problematiche dell'immigrazione: come vengono gestiti i soldi dell'accoglienza e come integrare quelle persone che sono sul territorio italiano e si sentono ghettizzati. Devono integrarsi, nel rispetto della cultura identitaria italiana”. Diop ha inoltre detto che “FdI vuole che le espulsioni siano immediate, non possiamo più accettare che accadano altri casi come quelli di Desireè. A una persona che non può sostentarsi, non ha un lavoro, bisogna togliere il permesso e bisogna rimpatriarla perché altrimenti diventa manodopera per la criminalità organizzata”. Inoltre riconosce a Giorgia Meloni di essere stata “coraggiosa e innovativa”, perché “è vero che la Lega ha Tony Iwobi, però nella destra nazionalista non era mai successo che venisse nominato un nero come responsabile dell'immigrazione. Questo è un messaggio forte e naturalmente non tutti a destra possono apprezzarlo, ma starà a me farmi apprezzare e amare, un po' come devono fare gli immigrati che arrivano in Italia. Inevitabilmente saremo sempre più multietnici, ma non dobbiamo inciampare nell'errore che hanno commesso gli altri Paesi europei, che non sono rimasti fedeli alla propria identità e alla propria cultura. Ognuno deve mantenere le proprie origini, ma deve rispettare e far sua la cultura del Paese che lo ospita”. Nel pieno del dibattito sul tema dello Ius soli, Paolo Diop si è speso per esprimere la sua contrarietà a questa misura. Nel settembre in un'intervista a In Terris aveva spiegato: “Con la legislazione vigente la persona straniera ha modo di potersi integrare veramente, di guardare alla cittadinanza come al compimento di un percorso culturale. Invece con lo Ius soli si renderebbe tutto talmente più facile e scontato da svuotare di senso l’appartenenza alla comunità nazionale“.

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