Bce, tassi d'interesse invariati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:54

Icosto del denaro nell'Eurozona non cambia. Nonostante le voci giornalistiche circolate negli ultimi giorni, il consiglio direttivo della Banca centrale europea ha deciso infatti di mantenere invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%. Dunque da Francoforte fanno sapere che “i tassi di interesse di riferimento della Bce si mantengono su livelli pari o inferiori a quelli attuali” almeno fino a tutta la prima metà del 2020 “e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine”.Finita la riunione del consiglio direttivo, la tradizionale conferenza stampa di Mario Draghi: “La prolungata incertezza è dovuta a fattori geopolitici, al nascente protezionismo e alle vulnerabilità delle economie emergenti”.

Le prospettive sul quantitative easing

Per i lettori meno esperti di economia ricordiamo che con questa espressione inglese si indica la politica messa in atto dalle Banche centrali per “creare moneta” mediante l’acquisto di titoli di Stato o altre obbligazioni sul mercato. In merito la Bce: “È determinata ad agire se le prospettive d'inflazione nel medio termine continuano ad essere inferiori al suo obiettivo”. Quindi il consiglio direttivo “ha dato mandato ai relativi comitati dell'Eurosistema di esaminare le opzioni, fra cui le dimensioni e la composizione di nuovi acquisti di titoli“. 

La reazione del mercato italiano

Le decisioni prese dal consiglio direttivo non avrebbero potuto non avere delle conseguenze all'interno dei Paesi che compongono l'Eurozona. Sul versante italiano: lo spread tra Btp e Bund scende a 179 punti col rendimento del decennale italiano che si attesta all'1,379%. Da Piazza Affari, il Ftse Mib si riporta in terreno nettamente positivo (+0,95%). L'indice dei titoli a maggior capitalizzazione di Milano dopo una mattinata in rialzo aveva assottigliato i guadagni per portarsi a ridosso della parità dopo le 13.30.

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