Allarme-demenze dell’Istituto superiore di sanità. “Chiamiamo demenza quella condizione in cui la memoria, il ragionamento, il comportamento e le abilità sociali sono compromesse a tal punto da interferire, in chi ne è affetto, col normale svolgersi della vita di tutti i giorni – osserva l’Iss-. La demenza non è una singola malattia, ma piuttosto un insieme di segni e sintomi che sono causati da altre malattie; la più frequente e conosciuta è la Malattia di Alzheimer. Per questo, è più corretto parlare di demenze, comprendendo con il termine al plurale tutte le diverse forme di difficoltà nella memoria, nel ragionamento, nelle abilità sociali che sono causate da molteplici malattie, spesso anche molto differenti tra loro”. Il Centro nazionale per la prevenzione ed il controllo delle malattie (CCM) del ministero della Salute aveva affidato dodici anni fa all’Istituto superiore di sanità la ricognizione nazionale di tutti i servizi sanitari e socio-sanitari disponibili a livello nazionale. Con l’obiettivo di realizzare una mappa aggiornata dell’offerta sanitaria, sociosanitaria e sociale. Così è nato l’Osservatorio Demenze.
Focus demenze
In Italia c’è un forte squilibrio nella distribuzione di Rsa e Centri diurni, presidi fondamentali per l’assistenza alle persone con demenza, con il Sud che ha un quarto delle strutture del Nord. La fotografia arriva dalla survey condotta nel 2022-23 dall’Osservatorio Demenze dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Lo studio è stato presentato al Convegno “I centri per i disturbi cognitivi e le demenze e la gestione integrata della demenza” nella sede dell’Istituto. La survey è stata condotta su 3607 Rsa e 1084 Centri diurni. La ricerca rileva che il valore per macro-area dei Centri diurni varia da 699 persone con demenza per ogni Cd nel Nord, a 1.108 del Centro e a 3.145 del Sud-Isole. Per quanto riguarda le Rsa invece il rapporto è di una ogni 224 al Nord, una ogni 332 al Centro e una ogni 884 al Sud. Il 9.1% dei 450 Cd ha solo il medico, il 15.1% ha solo un medico e un infermiere, il 24.7% è aperto un solo giorno a settimana, il 35.3% non ha né uno psicologo né un neuropsicologo, il 47.1% ha un psicologo/neuropsicologo strutturato, il 23.3% ha tempi di attesa per la prima visita superiore a 3 mesi, il 17.1% non offre Tac/Rm direttamente o in convenzione. Inoltre, il 75% delle persone con demenza non è inserita in un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta). “Il tema delle demenze è fondamentale per la salute pubblica, per le sue implicazioni non soltanto cliniche – afferma il presidente Iss Rocco Bellantone -. Interessa direttamente circa il 10% della popolazione italiana tra persone con problemi cognitivi e loro familiari e ha un costo annuo complessivo di 23,6 miliardi di euro di cui il 63% a carico delle famiglie. Questi dati, insieme a tutto il lavoro dell’Osservatorio Demenze, sono un’utile bussola per i decisori politici nell’elaborazione delle strategie per affrontare questo problema“.

Diseguaglianza
“L’imminente immissione in commercio dei nuovi farmaci per l’Alzheimer creerà, allo stato attuale, una ulteriore profonda diseguaglianza in termini di accesso e mantenimento delle cure tra il 10% dei pazienti candidati al trattamento, che richiederà un impegno notevole di risorse umane e strutturali, ed il restante 90% dei pazienti che non potranno essere trattati – afferma Nicola Vanacore, responsabile dell’Osservatorio -. Mi auguro un adeguato finanziamento del Piano nazionale demenze (Pnd) vigente”. Intanto “La scienza medica corre“. E’ questo il titolo della nuova campagna di comunicazione messa della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FnomCeo). L’obiettivo è raccontare una scienza in continuo movimento. Che corre veloce grazie all’impegno quotidiano di chi dedica la propria vita alla salute delle persone. Presentata a Roma, in occasione del convegno della Federazione. Il l payoff à: “Ogni giorno un passo avanti, ogni giorno una nuova scoperta. Ogni giorno, con i medici, la scienza diventa cura”. La campagna vuole sottolineare il ruolo fondamentale dei medici nel trasformare ogni scoperta in cura. “Negli ultimi anni – spiega il presidente della FnomCeo, Filippo Anelli – la ricerca medica ha compiuto passi straordinari in numerosi ambiti: dall’intelligenza artificiale applicata alla diagnosi precoce e allo sviluppo di farmaci, alla terapia genica capace di riscrivere il futuro dei bambini affetti da malattie genetiche. Dalla stampa 3D di tessuti e organi artificiali, fino ai nuovi trattamenti per malattie complesse come l’Alzheimer e l’obesità“.

Passi della scienza
“Oggi la medicina – continua Filippo Anelli- è sempre più personalizzata, predittiva e preventiva: strumenti diagnostici avanzati, vaccini innovativi e terapie mirate stanno cambiando il volto dell’assistenza sanitaria e migliorando la qualità della vita di milioni di persone”. L’immagine simbolo, una dottoressa che corre, rappresenta l’energia, la determinazione e la tensione verso il futuro che animano la comunità scientifica e medica. L’obiettivo è quello di valorizzare il contributo dei medici al progresso della ricerca e alla traduzione delle innovazioni scientifiche in terapie disponibili per i pazienti. La campagna sarà diffusa su stampa, web, social media, tv e cinema.


