STATI UNITI, IL VINILE RENDE PIÙ DELLO STREAMING

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Con l’evoluzione dei sistemi di comunicazione e il boom dei servizi digitali, appare quantomai strano che a rendere di più sia proprio il supporto musicale più antico. Eppure secondo quanto riportato dalla Riaa, l’associazione dei discografici statunitensi, nella prima metà del 2015 in America la vendita di 33 giri avrebbe fruttato 222 milioni di dollari, circa 60 milioni in più dei servizi di streaming che ne hanno “racimolati” solo 163.

Quello del vinile è il segmento di mercato più in crescita, sia oltreoceano che da noi, con un incremento del 52% annuo, quasi il doppio rispetto a quello fatto segnare dallo streaming fermo al 27%. Per i discografici americani la diversificazione dei supporti potrebbe essere la soluzione per rilanciare l’intero settore, in crisi oramai dall’avvento di Napster, che per primo diffuse il “download illegale” dei brani musicali nel lontano 1999.

“Oggi c’è più ottimismo rispetto agli anni passati: due terzi del mercato è ancora rappresentato dal fisico, più precisamente dal CD. Oggi, una maggiore diversificazione delle fonti di guadagno rappresenta una base più solida per la ripresa – ha dichiarato l’analista Joshua Friedlander –. La crescita dei servizi streaming è stata basata sul passaparola: non c’è stata, per esempio, una grande spinta pubblicitaria per il lancio di Spotify. L’entrata sul mercato di un player come Apple porterà sicuramente i consumatori ad un nuovo livello di consapevolezza”.

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