Mattarella ricorda il sacrificio del vicebrigadiere Salvo D’Acquisto

"Testimone autentico della libertà e del dovere". Il Presidente ha rilasciato una dichiarazione per i cento anni dalla nascita di D’Acquisto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:51
Il presidente Sergio Mattarella e il vicebrigadiere Salvo D'Acquisto in un'immagine d'epoca

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato oggi una dichiarazione per commemorare i cento anni dalla nascita del Vicebrigadiere Salvo D’Acquisto.

L’eroismo di Salvo D’Acquisto

Salvo Rosario Antonio D’Acquisto (Napoli, 15 ottobre 1920 – Fiumicino, 23 settembre 1943) è stato un vicebrigadiere dell’Arma dei Carabinieri, insignito di Medaglia d’oro al valor militare per essersi sacrificato il 23 settembre 1943 per salvare un gruppo di civili durante un rastrellamento delle truppe naziste nel corso della seconda guerra mondiale.

Salvo si era autoaccusato di un presunto attentato ai soldati nazisti, mai avvenuto, addossandosi la sola responsabilità dell’accaduto e richiedendo l’immediata liberazione dei rastrellati. I 22 prigionieri furono così lasciati liberi. “Se muoio per altri cento, rinasco altre cento volte: Dio è con me e io non ho paura!”, era solito dire il giovane carabiniere, morto da eroe a soli 22 anni.

La dichiarazione di Mattarella

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ne ha ricordato il gesto eroico con una dichiarazione.

“A cento anni dalla nascita del Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto – scrive Mattarella – ricordiamo con rinnovata ammirazione e commozione lo slancio eroico del giovane Carabiniere che sacrificò la propria vita per difendere e proteggere la comunità che gli era stata affidata”.

“Fin da giovanissimo nelle fila dell’Arma dei Carabinieri per poter realizzare il suo ideale di giustizia e di dovere verso la Patria, Salvo D’Acquisto non esitò ad offrire la propria vita in cambio della liberazione di 22 concittadini inermi destinati al plotone di esecuzione, come accadde ad altri in tanti luoghi divenuti mestamente famosi”.

“Il 23 settembre del 1943, nei giorni più tragici di un conflitto mondiale che stava lacerando il Paese, il suo sacrificio ha rappresentato l’immagine più luminosa del riscatto di un popolo e di tutti coloro che anche nei giorni più oscuri non avevano mai perso la speranza”.

“La nostra Repubblica trova fondamento su questi eroi e su coloro che hanno sofferto e lottato per la nostra libertà, il bene più prezioso a cui può aspirare un popolo, che va difeso giorno dopo giorno”.

Onoriamo oggi e volgiamo lo sguardo alla figura di questo testimone autentico della libertà e del dovere, che per l’impareggiabile altruismo, la fedeltà al giuramento prestato – conclude Mattarella – costituisce uno straordinario esempio e una eredità preziosa per le giovani generazioni”.

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