Mattarella a Firenze per il Festival dell’Economia Civile

A Palazzo vecchio gli attori Maurizio Lombardi e Monica Guerritore hanno letto la Carta di Firenze. Mattarella: "Bellissima presentazione"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:15

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato in Palazzo Vecchio, a Firenze, per partecipare all’inaugurazione del Festival dell’Economia Civile.

Il Capo di Stato è entrato in Palazzo Vecchio dall’ingresso che dà sul cortile di Michelozzo dove è stato accolto dal sindaco Dario Nardella, dal presidente uscente della Regione Toscana Enrico Rossi e dal neo presidente eletto della Regione, Eugenio Giani.

Mattarella si è soffermato a scambiare un saluto con loro, quindi è salito nel Salone dei Cinquecento dove si svolge l’evento e dove il Capo dello Stato è stato accolto dal suono delle chiarine, una tromba naturale di concezione molto semplice, in uso dal XVII e XVIII secolo. Lo strumento ha un corpo piuttosto lungo e presenta un tipico suono acuto, limpido e chiaro da cui prende nome.

La Carta di Firenze a Mattarella

Lì, dinanzi al Presidente, gli attori Maurizio Lombardi e Monica Guerritore hanno letto la Carta di Firenze. La Carta indica, sintetizza e riassume le buone pratiche dell’economia civile.

“Caro presidente – ha poi detto Monica Guerritore rivolgendosi al Capo dello Stato – questa carta che le verrà consegnata trae le radici dalla ricchezza della nostra cultura e tradizione e mette insieme innovazione, sentimento popolare e genius loci, rigenerando il futuro”.

Il Capo dello Stato si è poi brevemente alzato dalla sua postazione in segno di saluto e ringraziamento dicendo: “Complimenti, bellissima presentazione“.

La partenza

Il Presidente della Repubblica ha lasciato il Festival dell’Economia Civile di Firenze verso le 11:30. Ha presenziato all’inaugurazione della manifestazione. Ha poi seguito il dibattito tenuto da Augusto Dell’Erba presidente di Federcasse, Maurizio Gardini presidente di Confcooperative, Leonardo Becchetti direttore del festival dell’Economia civile, il professor Stefano Zamagni presidente della Pontificia Accademia delle Scienze sociali.

Al termine del dibattito il Capo dello Stato si è alzato e – prima di lasciare il Salone, scrive Ansa – si è intrattenuto con gli stessi Dell’Erba, Zamagni, Becchetti, Gardini scambiando alcune frasi di saluto. Alla fine del dibattito il presidente ha anche dichiarato il suo apprezzamento per l’evento e i suoi contenuti, incoraggiando gli organizzatori a proseguire con il lavoro svolto in questo senso. Quindi, è uscito dal Salone dei Cinquecento accompagnato da un applauso.

“Quando gli ho consegnato la Carta di Firenze – ha raccontato Becchetti su Ansa – gli ho sottolineato quanto questa sia un po’ un antidoto per il nostro Paese, per evitare certe derive che si stanno purtroppo verificando in altri Paesi, cioè non riuscire a tenere assieme la parte più colta, più cosmopolita, più tollerante, più educata la diversità, con quella parte che invece si sente espropriata delle radici, dei valori. Questa nostra visione culturale, che lui condivide, ci può far evitare questo rischio”.

“E’ un modo di interpretare quella ‘serietà’ – ha concluso Becchetti in riferimento alla replica al premier inglese Boris Johnson – di cui parlava ieri” lo stesso Mattarella. “Amiamo la libertà, ma anche la serietà“, aveva detto il Capo di Stato italiano.

Il festival

Il Festival nazionale dell’Economia Civile é promosso da Federcasse, Confcooperative, Next e Scuola di Economia civile (Sec). La manifestazione – che si terrà da oggi, 25 settembre, fino al 27 settembre – si concluderà domenica prossima con la presenza annunciata del premier Giuseppe Conte.

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