Manfredi: “Le università sono aperte, il tema è la didattica”

Dopo l'ultimo Dpcm ecco come sarà organizzata la frequenza alle lezioni universitarie

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:43
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“Le università sono aperte e il tema riguarda la didattica. Nelle zone rosse la didattica sarà tutta a distanza ad eccezione di quelle che sono alcune attività obbligatorie, come la didattica nelle aree sanitarie e anche i laboratori obbligatori. Nelle Regioni gialle ed arancioni ci sarà didattica in presenza solo per le matricole perché abbiamo deciso insieme al Governo di privilegiare i ragazzi che sono al primo anno e quindi hanno maggior bisogno della didattica in presenza”. Lo ha detto a Start, su Sky TG24, il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi. 

Manfredi: “Sui trasporti paghiamo le politiche degli ultimi anni”

“È chiaro che l’università, che mobilità due milioni di studenti, impatta sui trasporti, per questo si è deciso di limitare la didattica in presenza. L’anello trasporti è uno degli anelli più sensibili. Abbiamo una società organizzata in maniera molto rigida che tende a concentrare nelle ore di punta la mobilità. Infatti, i problemi maggiori li abbiamo avuti nelle aree metropolitane. Dobbiamo però dire che in questo periodo stiamo pagando il prezzo di politiche fatte negli ultimi anni. Queste hanno anche penalizzato fortemente il trasporto pubblico locale e hanno ridotto l’offerta” ha aggiunto il Ministro.

Manfredi, crisi è opportunità per digitalizzazione

Oltre che parlare di emergenza e di presente dobbiamo anche parlare di futuro, perché ogni crisi è anche un’opportunità. Questa grande accelerazione sulla digitalizzazione e sull’uso delle tecnologie digitali, in un Paese che da questo punto di vista è arretrato, rispetto sia alle competenze che alle infrastrutture, può rappresentare per l’Italia una grande opportunità”. “Questo – ha concluso Manfredi – anche per costruire un’università che sia più inclusiva, per raggiungere anche dei segmenti della popolazione che oggi sono esclusi, ma anche guardando a un futuro in cui la formazione continua sarà un compagno di strada e in cui i tempi del lavoro e dello studio di intrecceranno in un mondo in cui le competenze diventano rapidamente obsolete”.

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