L’artigianato italiano nel 2026 punta su innovazione e sostenibilità. La Regione Lazio ha lanciato un piano da nove milioni di euro (bandi “Valore Artigiano”) per sostenere la transizione digitale, ambientale e la moda, offrendo contributi a fondo perduto e credito. Intanto si è chiuso con il segno “più” il 2025 delle imprese artigiane della Sardegna. L’isola, con questo risultato, si attesta al terzo posto nazionale per crescita, dopo il Trentino e il Friuli, dato che conferma come 1 attività sarda su 5 sia artigiana. L’analisi sulla “Demografia delle imprese artigiane sarde” è stata realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna. Con 34mila imprese attive, il 2025 ha visto il bilancio natalità-mortalità delle micro, piccole e medie aziende regionali segnare un +0,55% dato dalle 2.049 aperture contro le 1.862 chiusure, per un saldo assoluto positivo di 187 attività. L’analisi del 2024 registrava una crescita dello 0,10%. “I dati del 2025 confermano come l’artigianato sardo regga e continui a essere un pilastro del nostro tessuto produttivo – osserva Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna – in un panorama nazionale di imprese che continuano a diminuire e in una fase economica complessa, dimostriamo come nell’isola si possa fare buona impresa e contribuendo in maniera significativa alla crescita del Pil”.

Comparto-artigianato
Allo stesso tempo, il numero sempre consistente di aperture e chiusure, aggiunge Giacomo Meloni, testimonia come ancora troppe imprese fatichino a consolidarsi nel tempo. Ed è qui che si gioca la sfida del ricambio generazionale e del sostegno a chi sceglie di fare impresa”. Su Cagliari, con 12.433 microimprese artigiane registrate, hanno aperto in 695 e chiuso in 722, con un saldo negativo di -27 e un tasso di decrescita di -0,21% rispetto al 2024. A Nuoro si è registrata una crescita di 52 imprese, dovuta a 369 nuove iscrizioni e 317 cancellazioni che hanno portato il totale a 6.797 aziende e un incremento dello 0,77%. Nella provincia di Oristano: su un totale di 2.358 attività, si sono registrate 150 iscrizioni e 124 cancellazioni, con un relativo saldo positivo di +26 e un tasso di crescita dell’1,11%. Molto bene Sassari e Gallura con 12.270 imprese artigiane registrate, frutto di 835 nuove attività e 699 cancellazioni, che danno un saldo di +136 e una crescita del +1,12%. A livello territoriale, considerando il valore del tasso di crescita dell’artigianato nel 2025, la Sardegna esprime risultati di particolare rilievo. Sassari-Gallura e Oristano rientrano infatti tra le prime dieci province italiane, collocandosi rispettivamente al quarto e quinto posto.

Sfide attuali
“Al di là dei numeri, in ogni caso riteniamo fondamentale non lasciare soli i nostri artigiani che quotidianamente affrontano importanti sfide per le loro attività – rimarca Meloni – l’obiettivo è quindi quello di consentire sia alle imprese che aprono, sia a quelle che resistono, di poter stare sul mercato, creare reddito e di poter competere con il resto del mondo”. L’analisi dice come il sistema imprenditoriale sardo abbia chiuso il 2025 con un segnale di vitalità, registrando un saldo positivo di +1.521 unità per il totale imprese e, come detto, di +187 unità per l’artigianato. Tale andamento si è tradotto in una crescita dello stock pari al +0,92%, valore superiore a quello del 2024 (+0,24%). L’analisi dei dati per settori, nel quinquennio 2019-2024, evidenzia come tale dinamica positiva si concentri in alcune categorie strategiche. Tra queste vi è l’abitare sostenibile nel quale rientrano il settore dei lavori di costruzione specializzati che registrano un aumento di 451 unità (+6%) e le attività di servizi per edifici e paesaggio, in crescita di 113 unità (+9,5%).

