Al servizio del Vangelo. “Prima Santi, poi missionari”, diceva san Giuseppe Allamano, fondatore delle congregazioni dei Missionari e delle Missionarie della Consolata. E questo è il primo dono da chiedere ogni giorno anche secondo suor Irena Candida De Alberto Solomone. La missionaria di origine africana, assieme ad altre quattro consorelle, annuncia il Vangelo alla periferia di Almaty, la città più popolosa del Kazakistan. Crocevia di popoli e culture situata nel cuore dell’Asia, riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides, il Kazakistan è una nazione giovane. Così come giovane è la sua comunità cattolica. Un piccolo gregge (appena l’1% dei 19 milioni di abitanti è di fede cattolica) che convive con le altre comunità di credenti. Oltre il 70% della popolazione è di fede islamica, vi è poi un 26% della popolazione di fede cristiana ortodossa. Quella presente in Kazakistan al momento, “è una Chiesa formata soprattutto dai discendenti dei migranti provenienti dall’Europa. Ma piano piano anche persone nate qui chiedono di entrare a far parte della comunità”. Suor Irena è originaria del Mozambico. Ed è proprio in Africa che ha maturato la sua vocazione.

Vangelo missionario
Ma cosa significa proclamare il Vangelo in una terra dove la stragrande maggioranza della popolazione è di un’altra religione? Per suor Irena “è un’opportunità preziosa” perché il carisma delle Suore Missionarie della Consolata è proprio quello di raggiungere “quei luoghi e quelle persone dove manca la presenza della Chiesa, dove si ha bisogno di sentire la buona novella”. E aggiunge la religiosa a Fides: “L’atteggiamento migliore è quello di avere cuore e mente aperti. Stando qui abbiamo capito che dobbiamo essere un po’ come bambini. Cioè dobbiamo ricominciare un po’ tutto delle nostre vite. Dallo studio della lingua locale, fino ai luoghi e alla cultura di questo Paese. Già questo ci sta portando a incontrare il popolo kazako. Un popolo formato da tante etnie ma tutte con cuori e menti aperti”. Tutte le attività, prosegue la missionaria, “devono avvenire all’interno delle proprietà della Chiesa. Ma ci permettono di tenere le nostre strutture aperte. Ed è già una grazia”. Anche la comunità di suore a cui appartiene Irena ha una configurazione multietnica, come il contesto in cui sono chiamate a vivere la loro vocazione missionaria. Con lei operano suor Claudia dalla Colombia, suor Dorota dalla Polonia e suor Argentina dal Mozambico. Ad accompagnarle due sacerdoti, padre Simon dalla Polonia e padre Ladislaus dalla Corea”.

