Vola la colletta per Carola: record di soldi raccolti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:10

L'arresto, la raffica di insulti, ma anche un notevole gruzzolo di denaro raccolto. Ha il sapore agrodolce l'avventura della Sea Watch 3 nelle acque del Mediterraneo. Dopo l'attracco al porto di Lampedusa e lo sbarco dei 43 migranti che erano sull'imbarcazione nella notte dei Santi Pietro e Paolo, ha avuto un'impennata la raccolta fondi lanciata su internet dalla ong per sostenere le spese legali di Carola Rackete, la comandante 31enne della nave arrestata dopo aver violato l'alt delle autorità italiane ed aver speronato una nave della Guardia di Finanza. La cifra raccolta oscilla sopra la soglia del milione di euro. La ong tedesca nei giorni scorsi aveva scritto: “Se il nostro capitano Carola porta i migranti salvati dalla Sea Watch 3 in un porto sicuro, come previsto dalla legge del mare, affronta pene severe in Italia“. Di qui l'invito a donare al fondo per l'assistenza legale di Sea Watch per “aiutare Carola a difendere i diritti umani“.

Chi sono i donatori

Carola ha ricevuto solidarietà da parte di diversi esponenti del mondo della politica di sinistra e di personaggi dello star system. Tra i vari personaggi che hanno deciso di spendersi pubblicamente sulla vicenda c'è anche la cantante Emma Marrone, che sui propri canali social ha scritto: “Solo una parola: vergogna. Il fallimento totale dell'umanità. L’ignoranza che prende il sopravvento sui valori e sul rispetto di ogni essere umano. Stiamo sprofondando in un buco nero. Che amarezza”. La Marrone fa riferimento al video dell'arresto di Carola al porto di Lampedusa, nel quale si sentono degli insulti da parte di diverse persone presenti sul posto. La presa di posizione della cantante ha suscitato, tuttavia, un vespaio di polemiche: in tanti hanno lasciato commenti di disapprovazione sui suoi social, spesso conditi da frasi tutt'altro che eleganti. Stessa sorte è toccata a Giorgia Meloni, ma stavolta dal fronte opposto. La presidente di Fratelli d'Italia ha pubblicato sul suo profilo Twitter tutti gli insulti che ha ricevuto in questi giorni sulla vicenda della nave della ong tedesca.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.