Vaccini, “sì” del Consiglio di Stato all'obbligo nelle scuole dell'infanzia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:41

Arrivato il “sì” del Consiglio di Stato: già dall’anno in corso i vaccini saranno obbligatori per accedere alle scuole dell’infanzia. Il parere è stato espresso a seguito della richiesta di chiarimento effettuata dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, specificando che “già a decorrere dall’anno scolastico in corso trova applicazione la regola secondo cui, per accedere ai servizi educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia, occorre presentare la documentazione che provi l’avvenuta vaccinazione”. Lo stesso governatore, nelle scorse settimane, aveva proposto un decreto moratoria con il quale posticipava l’assolvimento dell’obbligo vaccinale (ovvero la presentazione della documentazione necessaria) al 2019 per i bambini fra 0 e 6 anni, salvo poi tornare indietro dopo il consiglio dell’Ordine dei medici.

Lorenzin: “Vaccini fondamentali”

La ratificazione “della correttezza della legge” da parte del Consiglio di Stato ha incontrato la soddisfazione del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, la quale ha salutato la sentenze come “una buona notizia: è sempre importante ricordare che i vaccini sono le uniche armi che abbiamo per combattere virus pericolosissimi”. Il guardasigilli ha poi sottolineato l’importanza di una copertura collettiva e di una maggiore protezione, spiegando che “per questo lo scopo del Governo è stato quello di alzare il livello di immunizzazione del nostro Paese e mettere in sicurezza la collettività”.

Zaia: “Resta in piedi il ricorso alla Corte Costituzionale”

Di quanto affermato dal Consiglio non può che prendere atto il governatore del Veneto, Zaia: “Il parere al Consiglio di Stato sulle modalità di applicazione della legge nazionale sui vaccini lo avevamo chiesto noi, quindi ne rispettiamo totalmente le conclusioni. Ci riserviamo peraltro di leggerne integralmente i contenuti, aldilà delle anticipazioni avute tramite le Agenzie”. Il presidente aveva interpellato l’organo immediatamente dopo la rinuncia a portare avanti il decreto-moratoria, chiedendo lumi sull’applicazione della normativa vaccinale sui bambini non iscritti rientranti nella fascia d’età 0-6. Ma, ha precisato Zaia, “resta in piedi il nostro ricorso alla Corte Costituzionale, che è anche stato aggiornato sulla base della conversione nella legge 119 del decreto Lorenzin sull’obbligatorietà dei vaccini, la cui discussione è stata fissata per il 21 novembre 2017 in udienza pubblica”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.