Ue-Italia, prove di disgelo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:56

Sembra esserci qualche spiraglio di luce nella trattativa fra Roma e Bruxelles sulla Manovra. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha fornito da Buenos Aires qualche input per ritenere fattibile se non una vera e propria intesa in tempi brevi, quantomeno un dialogo costruttivo. Secondo quanto riferito da Reuters, infatti, il presidente ha parlato dell'Italia in conferenza stampa, affermando che “l'atmosfera è buona, stiamo facendo progressi”, arrivando a dire che “non si deve drammatizzare la questione dell'ipotesi di infrazione all'Italia” sulla Manovra. “Ho incontrato il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte a Bruxelles, e lo incontrerò ancora qui”, ha concluso Juncker.

Previsioni ottimistiche

Dopo giorni di forti tensioni fra Italia e Ue, sembra esserci ora un sentore di ottimismo anche se, finora, di posizioni definitive non ne sono state assunte, da nessuna delle due parti interessate. Del resto, come ricrdato anche da Juncker, un incontro preliminare fra lui e il premier Conte si è già svolto e, al di là del confronto a distanza fra l'esecutivo e il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici (il quale ha comunque tenuto aperte le porte del dialogo), gli estremi per un dialogo diplomatico fra le parti è sempre parso esserci: “Sono sempre ottimista sennò non mi sarei neppure seduto al tavolo e non sarei andato a Bruxelles”, ha detto il presidente del Consiglio. L'avvio dell'esame della Manovra, previsto per il 3 dicembre, è slittato a martedì 4.

Pil giù

Intanto, però, i dati Istat si mostrano impietosi nei confronti dell'Italia: secondo l'Istituto di statistica, infatti, nel terzo trimestre il Pil del nostro Paese è sceso dello 0,1% (aumento dello 0,7% rispetto al medesimo periodo del 2017), primo dato negativo dopo 14 trimestri di crescita, scivolando quindi in territorio negativo, per una variazione acquisita per il 2018 che, rispetto alle previsioni che parlavano di un +1%, scende allo 0,9%, lontana da quell'1,2% al quale la nota del Def contava di arrivare entro la fine dell'anno.

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