Tribunale brevetti Ue: Milano ci prova

ULTIMO AGGIORNAMENTO 2:00

Smaltita la delusione per la mancata assegnazione dell'Agenzia europea del farmaco, Milano si fa sotto per ottenere una delle sedi delle sezioni del Tribunale unico dei brevetti Ue (Tub) originariamente riservata a Londra. 

La riunione

Secondo quanto riportato dall'Agi, martedì pomeriggio, in forma strettamente riservata, nell'ufficio del governatore lombardo Attilio Fontana si sono incontrati il presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano, Remo Danovi, e l'eurodeputato della Lega Angelo Ciocca che sul Tub a Milano ha presentato una risoluzione urgente al parlamento europeo. Durante la riunione, il presidente Fontana si sarebbe reso disponibile per “azioni volte a favorire la candidatura di Milano“, mentre per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'indotto che avrebbe ottenere la sede del Tribunale dei brevetti l'ordine degli avvocati ha in programma un convegno sul tema e una serie di iniziative che coinvolgeranno anche Palazzo Marino.

L'occasione

A livello comunitario c'è un accordo del 2013 per la creazione dei Tub uniformati per la cui realizzazione, però, sono imprescindibili le firme dei 3 Paesi con maggior numero di brevetti: Regno Unito, Francia e Germania. A questi 3 Paesi andrebbero le tre sedi primarie di questi tribunali con un indotto di oltre 350 milioni di euro all'anno. L'Italia sarebbe il quarto paese per numero di brevetti depositati e, con la Brexit, avrebbe diritto a tenere una delle tre sedi riconosciute da Bruxelles. Con l'uscita del Regno Unito dall'Ue, ha spiegato la delegazione in visita a Palazzo Lombardia – sarebbe assurdo se Londra mantenesse una sede primaria di un tribunale che dovrebbe legiferare su ordinamenti Ue”. Da qui l'idea della candidatura milanese, che sarà poi da sostenere però a livello istituzionale sia a Strasburgo che a Roma con un impegno del Governo e della Regione. 

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.