Stx, Gentiloni: “Ci sono le premesse per un accordo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:23

A una manciata di ore dall’incontro decisivo a Lione per il futuro dei cantieri Stx di Saint-Nazaire, i segnali che filtrano da Roma e Parigi sono piuttosto positivi. La bagarre sull’assegnazione dei cantieri navali dei Paesi della Loira all’italiana Fincantieri, messa in discussione dopo la decisione del presidente Macron di nazionalizzare i siti, si era protratta a oltranza anche dopo il vertice fra i ministri dell’economia dei rispettivi Paesi, Padoan e Le Maire, avvenuto a Roma e concluso con la posticipazione al 27 settembre di una possibile intesa sul passaggio alla compagnia italiana. Sulle reali possibilità di giungere a un accordo vantaggioso per entrambi i contendenti, il presidente del Consiglio Gentiloni si era detto fiducioso già nei giorni scorsi, ribadendo il suo ottimismo anche in un’intervista al quotidiano transalpino ‘Le Figaro’: “Ci sono le premesse per arrivare a un accordo che tenga conto dei nostri legittimi interessi e al tempo stesso di quelli della Francia”.

Gentiloni: “Vogliamo un player globale”

Nel corso del suo colloquio con il giornale francese, il premier italiano ha ribadito che “da un punto di vista strategico abbiamo l’ambizione di costruire un grande player globale nel settore navale”. A ciò va aggiunto che, se “l’accordo sui cantieri è una prospettiva a breve termine”, la costruzione di “un grande polo civile e militare non si fa in un giorno”. In questo senso, sarà fondamentale che il vertice intergovernativo fra Roma e Parigi coincida con un accordo che consenta finalmente di mettere fine a una contesa inattesa e fin troppo prolungata dopo il buco nell’acqua di luglio al termine dell’incontro fra Padoan e Le Maire e dare il via a un importante investimento.

Stx: sicurezza e accordi

Al momento, però, le indicazioni per il futuro dei cantieri Stx sembrano incoraggianti. Anche il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, in un’intervista al “Sole 24 ore” ha riposto fiducia nel vertice Italia-Francia, spiegando che il nostro Paese “collabora con la Francia ormai da anni” e che “si tratta solamente di lavorare perché esista una simmetricità e una pariteticità”. Parlando di possibili intoppi nei rapporti di collaborazione fra i principali agenti operanti nel settore della Difesa, la guardasigilli si è detta altrettanto fiduciosa: “Noi siamo convinti che le tensioni che possono portare a populismi, a voti di protesta, a voti verso i partiti di estrema destra, vadano governate con più Europa. E personalmente credo che la costruzione di una difesa, di una sicurezza comune sarà un primo passaggio per un’Europa più coesa”. Nella giornata di ieri, alla voce dell’Eliseo che aveva fatto sapere di essere “ragionevolmente ottimista sul fatto che ci sarà un accordo che converrà alle due parti”, aveva fatto eco il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, il quale aveva confermato l’ottimismo ribadendo che “le linee guida per l’accordo (maggioranza di quote all’Italia, ndr) non possono essere messe in discussione”.

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