Scalata di Vivendi a Mediaset, la procura apre un’indagine per aggiotaggio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:39

La procura di Milano vuole vederci chiaro sulla scalata di Vivendi a Mediaset e ha aperto un fascicolo d’indagine per manipolazione di mercato dopo l’esposto presentato da Fininvest. La denuncia è stata firmata da Niccolò Ghedini, storico legale di Silvio Berlusconi, ed è stata presentata il giorno prima dell’operazione che ha portato i francesi al 20% del Biscione.

L’indagine è stata affidata dal Procuratore della Repubblica di Milano Francesco Greco, all’aggiunto facente funzione del pool reati finanziari Fabio De Pasquale. L’inchiesta sarà coordinata anche dai pm Stefano Civardi e Giordano Baggio. Oltre alla manipolazione del mercato potrebbe profilarsi alche il reato di ostacolo all’attività degli organi di vigilanza. L’esposto presentato da Fininvest in Procura, e per conoscenza anche alla Consob, in pratica accusa il gruppo dell’imprenditore Vincent Bolloré di aver speculato sul titolo Mediaset per tentare una scalata. Ora gli accertamenti spettano alla magistratura che delegherà la Guardia di Finanza.

Con il 20% delle azioni Mediaset Vivendi otterrà voti sufficienti in assemblea per bloccare ogni operazione stradordinaria voluta da Cologno Monzese. Il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha parlato di “scalata ostile” che non “rappresenta il modo più appropriato di procedere per rafforzare la propria presenza in Italia”. Il governo, ha assicurato, “monitorerà con attenzione l’evolversi della situazione”. Insomma l’esecutivo guidato da Paolo Gentiloni tutelerà la posizione dell’azienda di Berlusconi e questo potrà avere un riflesso politico non indifferente sulle sue sorti, specie dopo che Ala ha deciso di fare un passo a lato rispetto alla maggioranza.

I francesi avevano già annunciato la loro intenzione di incrementare la propria partecipazione azionaria nel Biscione. Ma nessuno poteva immaginare che in poche ore potessero salire dal 3 al 20%. L’operazione ha fatto imbufalire Berlusconi che ha promesso battaglia in tutte le sedi. “Non mi farò ridimensionare” avrebbe detto, ricordando la “compattezza più assoluta della mia famiglia”. “Abbiamo aumentato la nostra partecipazione in Mediaset e continueremo a farlo nei limiti consentiti dalle leggi” ha aggiunto l’ex premier.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. “Sarà dura, ma ci difenderemo” dalla “scalata di Vivendi: non sarà facile – ha affermato incontrando le redazioni del gruppo per gli auguri – anche perché le aziende francesi tendono alla cannibalizzazione“. Secondo il suo presidente, Mediaset dovrà abituarsi non solo a guardare alla “concorrenza esterna”, ma anche alla “concorrenza interna” e sarà necessario guardarsi da quello che “succede nei corridoi”.

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