Savona: “Scontro con l'Europa? Decide il popolo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:07

Le politiche di austerità hanno aggravato la condizione economica degli italiani e aumentato la disoccupazione. Per questo, un cambiamento, oltre che legittimo, sarebbe necessario. Questo uno dei passaggi del discorso di Paolo Savona, ministro degli Affari europei, nel corso di una conferenza alla Sala Stampa dell'Associazione Stampa Estera in Italia.

“Programma economico del Governo è cauto”

Il programma economico del Governo – ha tenuto a precisare il professore – è “moderato e con tutte le cautele necessarie”. Ed ha aggiunto: “Noi siamo ragionevolmente convinti che la nostra politica sia corretta, cauta e per certi versi moderata”. Sui numeri, il ministro ha assicurato che “il Pil potrà raggiungere il 2% nel 2019 e il 3% nel 2020”. Ed ha aggiunto: “Il governo nella Nota di aggiornamento al Def stima una crescita del Pil all'1,5% Il prossimo anno e all'1,6% quello successivo“. Poi il ministro degli Affari europei ha così risposto ai critici: “Dicono che il 2,4% di deficit sia troppo? Cosa dobbiamo fare con una politica monetaria che cambia segno e con il rallentamento della crescita internazionale?”. E ancora: “L'Unione europea tiene il pilota automatico in questa situazione. Allora se rischia di andare contro un iceberg tiene il pilota automatico lo stesso? Non le interessa?”. Ma il ministro ha anche rilevato: “Cosa succederebbe se l'Unione europea si mettesse in una posizione conflittuale verso questo programma del governo così cauto e moderato? Io non lo so, deciderà il popolo non io, io mi metto da parte“. Un'eventuale bocciatura della Manovra da parte di Bruxelles, secondo Savona, “sarebbe fiato alle trombe dei cosiddetti sovranisti”.

Savona: “I mercati non ci preoccupano”

“Una crisi finanziaria non interessa a nessuno”, perché farebbe scaturire un effetto domino in tutto il mondo. Più nello specifico, Savona ha chiarito: “Non ho perso la fiducia. Draghi resta lì (a capo della Bce, ndr) fino al 2019. Non credo che nessuno abbia interesse che l'Italia entro in una crisi”. Venendo al rialzo dello spread e alle agitazioni di Piazza Affari degli ultimi giorni, Savona ha detto: “Dai mercati non siamo preoccupati”, piuttosto “ci preoccupa” chi vuole lasciare la situazione così com'è e si contrappone “alle forze riformiste” che vogliono cambiare l'Europa. Tra qualche settimana sono previste le valutazioni delle agenzie di rating sulla Manovra dell'Italia, su cui Savona esprime scetticismo perché “quando le previsioni vengono superate ogni tre mesi non servono più”. Se le agenzie di rating dovessero esprimere un giudizio negativo, dunque, “dovranno spiegare in quali passaggi la Manovra è sbagliata”.

“Intemperanza verbale non è irresponsabilità”

Interpellato sui toni utilizzati dai due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, Savona ha precisato che “una cosa è l'intemperanza verbale, un conto la responsabilità di governo”. E secondo Savona, nel botta e risposta tra Roma e Bruxelles, chi ha alzato maggiormente i toni sono gli esponenti dell'Unione europea. In particolare il ministro fa riferimento alla dichiarazione del commissario europeo per il bilancio e le risorse umane, Gunther Oettinger, che nel maggio scorso ha dichiarato: “I mercati insegneranno agli italiani a votare in modo giusto”. Il ministro ha poi rassicurato sul fatto che nessun esponente del Governo vuole uscire dall'Europa. Commentando le parole dei giorni scorsi di Claudio Borghi, presidente della Commissione Bilancio alla Camera, ha dichiarato: “All'interno della compagine di Governo gente che vuole lasciare l'Europa non ce n'è“.

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