Salvini: “No obbligo”. Lorenzin: “Peggio che populista”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:00

Quella di essere un “populista” è ormai entrata di diritto nell'elenco delle accuse più usate nel dibattito politico. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è andata però oltre. Nei confronti del segretario della Lega, Matteo Salvini, ha sfoderato il rimprovero di essere “peggio che populista”.

Il motivo? Il tema dei vaccini, che già nei mesi scorsi aveva suscitato un'ampia e accesa polemica nel Paese. In un tweet il leader del Carroccio ha ribadito la propria linea:  “Cancelleremo norme Lorenzin. Vaccini sì, obbligo no. E via la tassa assurda sulle sigarette elettroniche”.

Immediata è giunta la risposta del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, neoleader della lista Civica popolare che porta il suo nome e raccoglie diverse liste – tra cui l'Italia dei Valori – sotto il fiore della peonia: “La Lega sui vaccini mostra di essere peggio che populista. Ma di perseverare nell'estremismo dell'incompetenza. La posizione di Salvini e di altri massimi esponenti della Lega che oggi dichiarano come primo provvedimento di voler abolire l'obbligatorietà vaccinale è uguale a quella del Movimento 5 Stelle”.

La Lega gioca – prosegue Lorenzin – per qualche voto in più, sulla salute degli italiani, sulla salute dei nostri figli, rischiando di continuare a perorare una causa no vax che mette seriamente a rischio le campagne di informazione scientifiche e sanitarie. L'Italia va vaccinata dagli incompetenti”. La Lorenzin ha deciso di replicare anche su Twitter: “Con abolizione obbligo vaccini, Salvini mette a rischio salute dei nostri figli”. E chiude con un hashtag assai eloquente: “#vaccinocontroincompetenti”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.