Salvini: “In Europa rifletta chi vuole i porti aperti”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:29

Ancora non si è placata la polemica sulle parole di Matteo Salvini pronunciate in Israele, secondo cui il movimento libanese Hezbollah sarebbe terrorista, che il terrore torna a incombere sulle città europee. Il ministro dell'Interno, ancora impegnato nella sua visita diplomatica in Terra Santa, commenta: “Morti e feriti ai mercatini di Natale di Strasburgo. Per anni, da europarlamentare, questa città è stata casa mia e quei mercatini erano un momento di gioia per tutti. Una preghiera per le vittime, ma le preghiere non bastano più. Il mio impegno, da uomo e da ministro, è e sarà totale perchè i terroristi vengano trovati, bloccati, eliminati, in Europa e nel mondo, con ogni mezzo lecito necessario“. Così il ministro dell'Interno italiano in una nota.

E poi ancora, il suo sguardo si rivolge alla patria dopo aver visitato la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, stamattina: “Per quel che riguarda l'Italia – la mia testa e il mio cuore da ministro è lì – questa mattina si riunisce d'urgenza il comitato di analisi e strategia: c'è situazione di massima attenzione da Nord a Sud per tutti i radicalizzati e i terroristi estremisti di ritorno perchè son stanco solo di pregare”. Secondo il segretario della Lega, occorre “difendere il territorio e controllare i confini e l'arresto immediato anche di chi in queste ore sta risultando on line“. Egli rileva che “abbiamo una polizia postale fortunatamente all'avanguardia che sta setacciando la rete per cercare gli infami che festeggiano la morte di qualcun altro“, ha proseguito il titolare del Viminale parlando coi cronisti. Quanto accaduto a Strasburgo è per Salvini anche occasione di ricordare l'importanza del blocco dei flussi migratori: “Rifletta in Europa chi parla di porte aperte e porti aperti: casa mia e il mondo sono aperti alle persone per bene; chi porta violenza e distruzione non deve avere nessun tipo di compassione e ospitalità“. E po ancora: “Siamo a disposizione delle forze francesi per qualunque scambio di informazioni e intervento possibile”.

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