Salvini esulta, “chiama” le primarie e spinge per il voto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:37

Sono i due volti del centrodestra, due tra quelli che Renzi aveva definito “accozzaglia”. Hanno combattuto sullo stesso fronte, quello del No, ma adesso le strade tornano a dividersi. In ballo c’è l’elettorato che a sinistra proprio non vota, diviso tra il populismo di Salvini e il moderatismo di Berlusconi.

Per il segretario della Lega Nord ora nel centrodestra “ci vogliono le primarie, perché la gente vuole decidere, ed è sacrosanto che decida”. Salvini ha aggiunto: “Alla prova di governo i Cinque Stelle dimostrano totale incompetenza. Abbiamo visto a Roma cosa succede, non basta dire no. La Lega invece da vent’anni dimostra di saper governare con competenza e serietà. Bisogna andare al voto subito: la partita comincia adesso”.

Salvini chiarisce: “Non vogliamo perdere altri cinque, sei mesi di tempo, vogliamo andare a elezioni con qualunque legge elettorale.Non sosteniamo nessun Governo per fare la Legge elettorale”. “Stiamo lavorando a un programma e a una candidatura per il Paese che non è un salto nel buio, è un invito esteso a tutti gli alleati che vogliono sottoscrivere un programma. Penso ci siano tante sensibilità politiche a sostenere la nostra battaglia e tanti italiani a darci fiducia, ma diciamo che non sono possibili candidature calate dall’alto e scelte a tavolino, devono scegliere i cittadini”.

“Nelle prossime ore sentirò Silvio Berlusconi, ringrazio tutti i No, anche quelli lontanissimi da me, è stata una vittoria epocale, Davide contro Golia”, ha detto Salvini.

Berlusconi dal canto suo si è intestato la vittoria al referedum: “Sono stato decisivo, con la mia sola presenza in pochi giorni ho spostato almeno il 5% dei voti, anche molti di più. Senza di me non si va da nessuna parte”.Il leader di Forza Italia dice poi al Corsera che ora “si apre una nuova fase”. Il governo? “Non dipenderà da noi. Se la vedano loro: una maggioranza seppure raccogliticcia e non democratica ce l’ hanno”, dice Berlusconi, confermando il no a un governo di scopo. “Starà a loro varare una nuova legge elettorale”, aggiunge.

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