Rimpatrio dei migranti: la Libia dice “no”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:16

La Libia “rifiuterà qualsiasi iniziativa per il rimpatrio di migranti illegali verso il suo territorio”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri del governo di accordo nazionale, Muhammad Sayala, citato oggi dall'agenzia libica Lana. “La Libia non accetterà in nessun modo quel che viene detto in alcuni notiziari circa il rimpatrio di migranti illegali verso i paesi del Nordafrica da cui sono venuti”, ha aggiunto Sayala, sempre secondo l'agenzia.

“I migranti devono tornare da dove sono venuti”

Il ministro avrebbe definito i rimpatri una misura “ingiusta e illegittima”, in quanto in Libia “ci sono più di 700mila migranti illegali che rappresentano un peso enorme da tutti i punti di vista. Questi migranti devono tornare da dove sono venuti”. “La Libia – ha affermato ancora Sayala – è un Paese di passaggio di migranti e che ha sofferto e soffre incredibilmente del fenomeno della migrazione illegale. Questo fenomeno va affrontato in maniera globale e seria da tutta la comunità internazionale e bisogna esercitare pressioni sui Paesi di origine dei migranti“.

Per la Nave Diciotti una soluzione in meno

La dura presa di posizione della Libia, stronca sul nascere l'ipotesi evocata dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini, secondo la quale se l'Europa non è disposta ad accettare il ricollocamento dei migranti a bordo della nave Diciotti ferma al porto di Catania, l'imbarcazione dovrebbe riaccompagnarli in Libia. “Se non si trova una soluzione europea – aveva detto il capo del Viminale alla trasmissione Agorà Estate i migranti devono tornare in Libia. Sono due mesi che l'Europa ci dice che non possiamo essere lasciato soli, alle parole ora devono seguire i fatti”.

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