'Ribadiamo i no', Di Battista punge il M5S

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:42

Alessandro Di Battista, ex deputato e volto tra i più amati dalla base pentastellata, torna a pungolare il 'suo' Movimento 5 Stelle. Lo fa con un videomessaggio pubblicato sul suo profilo Facebook nel quale, dopo aver comunicato la sua rinuncia all'assegno di fine mandato, si è espresso su argomenti scottanti come il destino del Tap e della Tav. Di Battista ha incoraggiato i suoi colleghi di partito ora al governo ad andare avanti sulle battaglie di sempre e li ha esortati ad imitare il “coraggio” di Luigi Di Maio.

Parla Di Battista

“Il Movimento – ha detto Di Battista – deve fare il Movimento. Quello che sta facendo Luigi (Di Maio): dritti come treni, ribadendo i 'no' sani che abbiamo detto con forza, perchè ci abbiamo presi i voti su quella roba”. Dunque, la voce dell'ala più movimentista del M5S ha voluto sterzare i suoi a mantenere le posizioni di sempre sulle due opere infrastrutturali più contestate. Nella serata di ieri Di Maio è ritornato sulla Tav parlando a Pescara e sostenendo che anche il ministro dell'Economia francese ha confessato di capire i dubbi sulla Torino-Lione.

Nodi per il governo

Ma sul progetto la Lega la pensa diversamente e soltanto ieri, intervistato da Sky Tg 24, Matteo Salvini aveva detto che sulla Tav “si va avanti” perchè nel contratto di governo, tirato in ballo anche da Di Maio, c'è “l’esame costi-benefici”. Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, chiamato a risolvere in prima persona i due scottanti dossier, aveva a sua volta dichiarato: “Non possiamo nasconderci un’anomalia inaccettabile: il costo delle nostre linee Tav, comprese quelle in costruzione, sta superando, in media, i 30 milioni di euro per chilometro contro, ad esempio, i 13 milioni della Germania o i 14 milioni della Spagna. Un gap che definirei vergognoso”. Ma, nonostante ciò, Toninelli aveva confermato di doversi attenere a quanto previsto dal contratto di governo che prevede una ridiscussione, non uno stop definitivo.

Conte sul Tap

Sul Tap invece, il gasdotto Trans-Adriatico che dovrà sorgere in Puglia e contro cui Di Battista si è scagliato anche in campagna elettorale, è stato lo stesso premier Giuseppe Conte ad esprimersi durante la conferenza stampa a margine dell'incontro a Washington con il presidente Usa, Donald Trump. Il presidente del consiglio l'ha definita “un'opera strategica” ed ha promesso che “incontrerà i sindaci per trovare una soluzione”. Una linea che non è piaciuta ai movimenti No Tap, un tempo al fianco dei pentastellati nelle proteste nella località di San Foca, che hanno contestato qualche settimana fa il ministro per il Sud, Barbara Lezzi. “Vergognati Barbara – le hanno gridato i manifestanti durante una visita della Lezzi all'università di Lecce – ricordati che eri al nostro fianco fino a qualche giorno fa prima di prendere quella poltrona.”

Le due anime

Il video inviato dal Messico da Di Battista conferma le difficoltà del M5S a conciliare l'anima barricadera con le responsabilità di governo sopraggiunte dopo la formazione dell'esecutivo Conte. A maggior ragione se si tiene conto che il contratto di governo è stato firmato con un partito come la Lega che non ha mai nascosto di vedere con favore queste grandi opere infrastrutturali. Progetti che, al contrario, la base pentastellata vorrebbe bloccare.

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