Responsabilità civile dei magistrati, via libera del Senato

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La legge Vassalli, introdotta nel 1988 cambierà. Il Senato ha approvato oggi le nuove disposizioni sulla responsabilità civile dei magistrati che adeguano la normativa alla disciplina dell’Unione europea, lasciando però immutato il meccanismo della responsabilità indiretta. Il cittadino che ritenga di aver subito un torto potrà quindi rivolgersi allo Stato che poi dovrà rivalersi sul magistrato chiamato in causa. Il testo dovrà comunque passare all’esame della Camera e il M5s ha già annunciato la presentazione di diversi emendamenti.

Prima novità l’ampliamento della possibilità di ricorso attraverso l’eliminazione del filtro di ammissibilità della domanda  risarcitoria. Viene quindi definita la colpa grave, che consiste nella violazione manifesta della legge e del diritto dell’Ue, nel travisamento del fatto e delle prove, nell’affermazione di un fatto la cui esistenza è esclusa dagli atti del procedimento e infine nell’emissione di un provvedimento cautelare fuori dai casi consentiti dalla legge. Una clausola di salvaguardia esclude che possa dar luogo a responsabilità l’attività di interpretazione di norme di diritto e quella di valutazione del fatto e delle prove.

“Faremo valere il principio che chi sbaglia paga: se un operaio sbaglia paga, se uno fa il giornalista e sbaglia paga. Allo stesso tempo se un magistrato sbaglia per dolo deve pagare come capita a tutti” aveva detto in mattinata il premier Matteo Renzi ai microfoni di Rtl 105. ” Un voto di portata storica, che segna un significativo passo avanti verso il superamento dell’inefficace legge Vassalli – ha esultato il vice ministro della Giustizia, Enrico Costa – In un quarto di secolo, le condanne si contano sulle dita di una mano e i cittadini danneggiati rinunciano a chiedere i risarcimenti, prevedendo di infrangersi contro il muro del filtro di ammissibilità e il testo approvato oggi opportunamente lo cancella”.

 

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