Renzi striglia l’Europa: “Se non cambia è perduta”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:24

“O cambiamo la direzione dell’Europa o abbiamo perduto l’Europa”. Le parole di Matteo Renzi arrivano in vista del prossimo vertice Ue, proprio mentre l’Italia si appresta a concludere il turno di presidenza dell’Unione. “Quello di giovedì prossimo sarà l’ultimo consiglio Ue del 2014 – ha spiegato il premier intervenendo alla Camera – l’ultimo del semestre italiano ed è il primo consiglio europeo di Tusk e di Juncker. Siamo in una fase di passaggio straordinariamente delicata e sensibile: l’Europa è al bivio”. Per il presidente del Consiglio i rapporti con Bruxelles sono cruciali, soprattutto da un punto di vista economico.

“Nel dibattito europeo c’è chi ritiene si sia fatto molto e chi niente – ha detto il capo del Governo- ma tutti sono convinti che oggi l’Ue ha fatto una scelta politica, forse non sufficiente e questo dipenderà da Juncker. La politica deve fare il suo mestiere e non lasciare l’Europa ai tecnocrati”. L’Ue, dunque, non può essere solamente una realtà fredda “l’Europa deve recuperare la politica estera come capacità di avere una propria identità e una politica di investimenti nuova, smettendola di essere più attenti a chi ha lo zero virgola, a chi ha fatto i compiti a casa o più attenti all’austerity che alla salute dei propri figli”.

La lotta del premier sarà condotta tra gli scranni di un Pse di “timidezza incomprensibile” e dentro il Consiglio “a combattere perché gli investimenti per ridurre la bolletta energetica, quelli per la banda larga, per l’edilizia scolastica o per le periferie possano essere esclusi dal patto di stabilità”. Il presidente del Consiglio ha anche risposto alle polemiche sulla candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024. “C’è una reazione sorprendente” alla candidatura alle Olimpiadi “tutti a dire che è impossibile fare le Olimpiadi in Italia perché c’è chi ruba”. Così il premier Matteo Renzi. Le Olimpiadi “sono un sogno che deve essere rigoroso, tenace, di alta qualità, ma dire di non farle perché qualcuno non è all’altezza frustra i desideri dei cittadini”.

 

 

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