Renzi ai sindacati: “Li rispetto ma cambieremo il Paese anche per loro”

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Ankara o Roma poco importa, è la politica interna a preoccupare Matteo Renzi. Il premier, in visita in Turchia, si è soffermato sullo sciopero generale previsto per oggi. “C’è profondo rispetto per i sindacati, non la pensiamo come loro – ha detto- cambieremo paese anche per loro ma garantiamo la massima collaborazione istituzionale e mi auguro che si risolvano in poche ore le polemiche tra Lupi e Camusso”. Il leader della Cgil si era letteralmente imbufalita con il ministro dei Trasporti per aver disposto la precettazione (cioè l’apposizione di un termine alla mobilitazione) per i dipendenti del comparto ferroviario. “Lo abbiamo appreso dai tg – aveva detto la Camusso – Si tratta di atti unilaterali che alzano i toni. Quando si parla di responsabilità qualcuno dovrebbe ragionare sui suoi comportamenti”.

Più tardi Lupi ha revocato il provvedimento cercando di ricucire lo strappo. Ma per Renzi quello del lavoro sta diventando un vero e proprio cruccio. Il Governo, incassato il sì al Job Act, ha deciso di sfidare il consenso popolare andando avanti per la sua strada. Nel frattempo deve tenere a bada le opposizioni interne. Ieri l’esecutivo è stato battuto in commissione Affari Costituzionali sull’emendamento che cassa i senatori a vita di nomina presidenziale. Il testo era stato presentato da Giuseppe Lauricella, schierato con la minoranza Pd. Renzi, parlando con i giornalisti, lo ha definito un “incidente di percorso” confermando che la riforma costituzionale  “andrà in Aula a gennaio e rispetterà i termini previsti”.

 

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