Quasi 1 milione e mezzo di anziani non è autonomo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:56

In Italia 1,4 milioni di anziani, in gran parte ultrasettantacinquenni (1,2 milioni), non sono autonomi nella cura della propria persona, nel fare il bagno o la doccia, sdraiarsi e alzarsi dal letto o sedersi e alzarsi da una sedia, vestirsi e spogliarsi, usare i servizi igienici e mangiare. Questo può trasformarsi in depressione, isolamento, stato di abbandono ed esclusione sociale. È uno dei dati che emergono dal rapporto “Conoscere la disabilità” che l’Istat ha realizzato in collaborazione con il Comitato italiano paralimpico e l’Inail, i cui contenuti sono stato resi pubblici ieri in occasione della Giornata mondiale delle persone con disabilità

Il rapporto: disabilità nella terza età

I dati fanno luce su una situazione difficile. I disabili in Italia sono oltre tre milioni, pari al 5,2% dell’intera popolazione, e un milione e mezzo di loro ha più di 75 anni e non sono autonomi. La quota di persone disabili che riferiscono di essere in cattive condizioni di salute è pari al 61% (62,8% tra le donne), contro lo 0,6% nel resto della popolazione. Più marcate sono le differenze se si prende in esame la popolazione anziana: 68,7% contro l’1,6%. Tra gli anziani disabili 990mila sono donne, il 26,9% delle quali vive da sola e il 26,2% vive con il coniuge. La “geografia della disabilità” vede al primo posto le isole, con un’incidenza del 6,3%, contro il 4,8% (il valore più basso) del nord. Le regioni in cui vivono più persone disabili sono l’Umbria e la Sardegna (rispettivamente l’8,7% e il 7,3% della popolazione). L’incidenza più bassa, invece, si registra in Veneto, Lombardia e Valle d’Aosta (4,4%). 

Non solo salute

Il rapporto prende in considerazione anche la carriera scolastica e il lavoro. La quota di persone con disabilità che ha raggiunto titoli di studio più elevati (diploma di scuola superiore e titoli accademici) è pari al 30,1% tra gli uomini e al 19,3% tra le donne, a fronte del 55,1% e 56,5% per il resto della popolazione. Nell’ultimo decennio il numero di alunni con disabilità iscritti nelle scuole italiane è passato da circa 200mila (2009/2010) a 272mila (2017/2018). Molto marcate sono le differenze territoriali: l’accessibilità fisica è assicurata dal 66,2% delle scuole della Valle d’Aosta e soltanto dal 21,6% di quelle della Campania; l’accessibilità senso-percettiva dal 38,4% delle scuole della Provincia di Bolzano e soltanto dall’8,5% da quelle della Calabria. Un particolare accento il rapporto lo dedica alle politiche di inclusione lavorativa, ispirate al principio della valorizzazione delle capacità degli individui con disabilità. Purtroppo, evidenzia Istat, tutti i livelli occupazionali sono ancora al di sotto della media nazionale e spesso i lavoratori con disabilità vengono relegati a svolgere mansioni secondarie.

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