Primi emendamenti in commissione, fuori i punti-chiave

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:45

Vanno di pari passo le trattative di Giuseppe Conte a Buenos Aires e l'avanzamento della discussione sulla Manovra, con governo e maggioranza che cercano di dare il là all'esame presentando alla Commissione Bilancio della Camera i primi emendamenti: 54 totali, 39 dei quali dai relatori e 15 dall'esecutivo, con l'ufficio di presidenza che ha stabilito l'inizio della discussione alle 18. Entro tale orario dovranno pervenire tutti i subemendamenti, così da sfruttare le giornate di lunedì e martedì per lavorare al mandato dei relatori, prima dell'approdo in Aula che, a ora, resta previsto pre mercoledì. Al momento, tuttavia, non risultano presenti nel primo pacchetto di emendamenti le riforme alle misure chiave del testo presentato dalla maggioranza.

Le misure previste

Reddito di cittadinanza e Legge Fornero restano (per ora) fuori dal pacchetto, mentre ci sono i finanziamenti per la sanità pubblica (si parla di 4mila posti di lavoro in più), i tagli dell'Imu per Ires e Irpef sui capannoni industriali (raddoppiati dal 20% al 40%) per 290,3 milioni nel 2020 e circa 167 dal 2021, finanziati dal Fondo per l'attuazione del programma di governo che, per il 2020, fornirà un totale di 430 miloini. Per quanto riguarda le spese sanitarie, tra 50 e 100 milioni arriveranno nel 2019-2020 per l'accorciamento dei tempi d'attesa, mentre un milione l'anno andrà alla ricerca e le cure per Alzheimer e Parkinson, con destinatario l'European brain research instituite.

FdI critica

Nel frattempo, però, arrivano le prime critiche dagli schieramenti, primo fra tutti Fratelli d'Italia, che fa notare alla maggioranza l'assenza dei punti chiave della Manovra dal pacchetto emendamenti: “Mancano – spiegano i deputati FdI – le determinazioni sui punti qualificanti del contratto Lega-5 Stelle, come quota 100 e reddito di cittadinanza. Per quanto riguarda quest'ultimo c'è solo un emendamento dei relatori sulle assunzioni nelle regioni per i centri per l'impiego. La vera declinazione delle misure è rimandata ad un round successivo visto che, evidentemente, non c'è ancora accordo”. Va detto che, come annunciato ufficiosamente da fonti di Lega e M5s, una parte corposa di ulteriori proposte di modifica arriverà quando il testo approderà alla discussione in Senato.

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