Pil italiano, ‘Moody’s’ rivede al rialzo le stime di crescita: + 1,3% nel 2017

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:28

Il Pil italiano è in salita, parola di “Moody’s”. La società di analisi finanziaria di New York, infatti, ha rivisto al rialzo le stime di crescita dell’Italia per il 2017 e il 2018, pronosticando un incremento dell’1,3% contro lo 0,8% e l’1% stimato in precedenza. Secondo la Corporation americana, “la crescita è sostenuta dalla politica monetaria e di bilancio e da una ripresa più forte nella Ue”. Per gli anni 2017 e 2018, l’azienda ha rivisto con un incremento del segno positivo anche le previsioni per Germania (rispettivamente 2,2% e 2%) e Francia (1,6% per entrambe le annate), nel più ampio complesso del Global macroeconomic outlook, focalizzato sull’Eurozona.

I dati ‘Moody’s’ e la crescita in Piazza affari

L’indagine di “Moody’s” ha riguardato l’intera cerchia dei Paesi rientranti nella moneta unica, indicando una stima di crescita del 2,1% nel 2017 e dell’1,9% nel 2018. Una sorta di prosecuzione, ha specificato la società newyorkese, della ripresa all’1,7% del 2016: “Gli indicatori suggeriscono un’accelerazione della crescita per il resto dell’anno e l’indice di fiducia dei consumatori ai massimi da 16 anni fa ben sperare per una ripresa dei consumi”. Contemporaneamente, è stato registrato un recupero di Piazza affari, dopo la crisi di ieri legata alla provvisoria debolezza del dollaro (dovuta principalmente alla bagarre della Corea del Nord): attualmente, il listino segna un + 0,47% dopo il -1,46% delle 24 ore precedenti.

Indicatori e conferme

Gli indicatori di “Moody’s”, quindi, confermano la ripresa del Pil nostrano indicata già da altri istituti come il Fondo monetario internazionale (il quale, a luglio, aveva indicato una crescita dell’1,3% nel 2017, 0,5 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di aprile), la Banca d’Italia (+ 1,4% sempre a luglio) e, in ultimo, l’Istat che, nell’ultimo rapporto, ha rivelato che, nel secondo trimestre, si è registrata una crescita dell’1,2% nei primi sei mesi dell’anno, l’1,1% in più rispetto a quanto preventivato nel Documento di programmazione economica e finanziaria per l’intero anno 2017, nonché in aumento dell’1,5% dal 2016.

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