Piazza Affari positiva, spread sotto i 300 punti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:37

Meno fibrillazioni sui mercati a poche ore dal varo della Legge di Bilancio da parte del Consiglio dei ministri. Lo spread dopo aver chiuso a 304 apre a 301 per poi scendere sotto la soglia dei 300 punti base, con il rendemento decennale dei Btp al 3,4%. 

Piazza Affari

Positiva la Borsa di Milano. A Piazza Affari tengono le banche mentre è in forte rialzo Enel (+3,1%) che si prepara a salire fino ad un massimo del 5% nella controllata cilena Enel Amèricas. In forte rialzo Ferragamo (+3,6%), A2a (+2,6%) e Italgas (+2,5%). Si mettono in mostra anche Tim, Mediaset e Saipem (+1,9%). Tra le banche svetta Carige (+3,7%). Bene anche Ubi, Banco Bpm e Intesa (+1,4%), Unicredit (+0,7%) e Bper (+0,6%), mentre è piatta Mps (-0,03%). In luce i titoli legati al petrolio con Tenaris (+0,7%) ed Eni (+0,4%). Marcia in terreno positivo Astaldi (+2,4%). Nel listino principale unico titolo in calo è Buzzi Unicrem (-0,8%).

Manovra

Ieri, come aniticipato, l'ok del governo sulla manovra. Di seguito i punti principali. 

Stop Iva

Previsto lo stop totale dell'aumento dell'Iva che sarebbe dovuto scattare dal 2019 e quello parziale per il biennio successivo.

Pace fiscale

Accordo raggiunto sulla pace fiscale. Sarà prevista un'aliquota al 20% per sanare il pregresso di chi ha già presentato la dichiarazione dei redditi. E si potrà optare per la dichiarazione integrativa per far emergere fino a un massimo del 30% in più rispetto alle somme già dichiarate e comunque entro un tetto di 100.000 euro. Per ridurre il contenzioso, si potranno inoltre sanare le liti con il fisco pagando senza sanzioni o interessi il 20% del non dichiarato in 5 anni in caso di vittoria del contribuente in secondo grado o il 50% in caso di vittoria in primo grado. In arrivo anche il condono delle mini cartelle sotto i mille euro dal 2000 al 2010. E la rottamazione ter delle cartelle Equitalia saranno cancellati sanzioni e interessi.

Pensioni d'oro

M5s e Lega hanno raggiunto un'intesa di massima per inserire nella legge di bilancio il taglio delle pensioni d'oro, sopra i 4.500 euro netti al mese. Ma la proposta di legge all'esame della Camera, secondo quanto riferiscono fonti governative, sarà corretta. Per finanziare il reddito di cittadinanza i 5 Stelle puntavano a introdurre nel decreto fiscale anche i tagli alle pensioni d'oro. Una mossa stoppata dai leghisti che hanno dato un sostanziale via libera alla misura in manovra ma con dei paletti. Salvini e i suoi, infatti, non intendono colpire gli assegni sotto i 4.500 euro, obiettivo degli alleati di governo che avrebbero voluto mettere mano anche alle pensioni sui 3.000-3.500 euro. Fonti M5s hanno fatto sapere che è previsto un miliardo dalle pensioni d'oro in tre anni a copertura nella legge di Bilancio, il che vuol dire un taglio agli assegni sopra i 4.500 euro netti al mese. 

Pensioni, quota 100

Con quota 100 potrà andare in pensione chi ha 62 anni e 38 anni di contributi. A beneficiare della misura dovrebbero essere 400.000 persone.

Reddito di cittadinanza

Il reddito e le pensioni di cittadinanza partiranno nei primi tre mesi del 2019. Il contributo da 780 euro secondo quanto è stato annunciato verrà caricato sul bancomat e ci sarà un monitoraggio degli acquisti. La misura costa 9 miliardi a cui si aggiunge un miliardo per il rafforzamento dei centri per l'impiego.

Flat tax

Flat tax al 15% per gli autonomi. L'obiettivo è estendere la platea dei professionisti che optano per il regime di trasparenza con ricavi fino a 65.000 euro. Dai 65.000 ai 100.000 euro si pagherebbe un 5% addizionale. Le start up e le attività avviate dagli under 35 avrebbero uno sconto al 5%. Il costo è di circa 600 milioni il primo anno e di 1,7 miliardi a regime.

Sgravi Ires

L'aliquota al 24% scenderà di 9 punti sugli investimenti in ricerca e sviluppo, in macchinari e in assunzioni stabili. La misura dovrebbe costare 1,5 miliardi di euro.

Sigarette elettroniche

Arrivano norme per chiudere il pregresso sulle sigarette elettroniche.

Ministeri e immigrati

Per i ministeri previsto un taglio di spesa di un miliardo di euro l'anno. Raggiunto l'accordo anche per tagliare le spese destinate all'accoglienza dei migranti di oltre un miliardo e 300 milioni di euro per il triennio: oltre 500 milioni a partire dal 2019.

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