Piano di rilancio dell'Ilva: almeno 4000 esuberi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:38

Autunno “caldo” – sul piano lavorativo – per i dipendenti dell'Ilva e di Alitalia, entrambe aziende in amministrazione straordinaria.

Ilva: 4000 esuberi

Sono 4000 gli esuberi all'Ilva. Lo indica una lettera che la proprietà – la cordata Am InvestCo – ha inviato ai sindacati in vista dell'incontro di lunedì prossimo al Ministero dello sviluppo economico (Mise). “Le suddette allocazioni sono soggette ad aggiustamenti tenendo fermo il numero di 10.000 lavoratori” si legge nella lettera, in riferimento ai 9.930 dipendenti del Gruppo Ilva intende mantenere per il rilancio dell'azienda, una società per azioni, in amministrazione straordinaria, che si occupa prevalentemente della produzione e trasformazione dell'acciaio.

I lavoratori confermati

Del 9.930 assunti, conserverebbero il posto di lavoro in Italia 9.600 persone, di cui 7.600 a Taranto, 900 a Genova, 700 a Novi ligure, 160 a Milano e 240 in altri siti. Quanto alle controllate, sono previsti 160 dipendenti in forze a Ism, 35 a Ilvaform, 90 a Taranto Energia. Previsti anche 45 dirigenti in funzione e i dipendenti francesi delle società Socova e Tillet.

Il ministro De Vincenti: nessun licenziamento

Il ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, parlando dell'Ilva di Taranto a Bari, ha assicurato che “Non ci sarà alcun licenziamento” perché “tutti quelli che non saranno assorbiti dalla società del nuovo investitore resteranno dipendenti dell'Ilva in amministrazione straordinaria e saranno impiegati per le attività di bonifica e risanamento ambientale nelle zone attorno il perimetro aziendale”.

Alitalia: proroga semestrale

Alitalia – l'ex compagnia aerea di bandiera, resasi azionista nel 2014 per permettere l'ingresso di Etihad Airways nel capitale – ha inviato oggi una lettera indirizzata al Mise, al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nonché alle organizzazioni sindacali e professionali, nella quale si richiede la proroga del trattamento di cassa integrazione straordinaria per ulteriori sei mesi, vale a dire dal 1 novembre 2017 al 30 aprile 2018.

Ad annunciarlo, è stata la compagnia stessa con una nota in cui spiega: “Il prolungamento è necessario per proseguire sulla strada del contenimento dei costi, teso a rendere l’azienda quanto più possibile economicamente sostenibile, salvaguardando al contempo la piena operatività di Alitalia”.

Come spiega Repubblica, la seconda tranche della cassa integrazione straordinaria avrà un impatto superiore rispetto alla precedente “a causa del ridotto traffico della stagione invernale”. Per il personale di terra sarà applicata per un numero di giornate lavorative equivalenti a 1.230 risorse; per il personale di volo, sarà applicata per un numero di giornate equivalenti a 190 piloti e 380 assistenti di volo.

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