Palazzo Chigi: “Nessuna decisione presa”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:42

Il dossier sulla Tav al momento non è ancora giunto sul tavolo del presidente del Consiglio, dunque nessuna decisione è stata ancora presa e soprattutto non ci sono state valutazioni al riguardo. Così Palazzo Chigi smentisce la voce di uno stop al progetto deciso dal premier Giuseppe Conte.

“In linea col contratto”

Il dossier – aggiungono fonti di governo citate dall'Agi – è in fase istruttoria presso il ministro competente Toninelli, il quale è impegnato in una valutazione costi-benefici che poi sarà sottoposta e condivisa con il presidente del consiglio e con l'intero governo. Ad ogni modo la soluzione sarà in linea con quella contenuta nel contratto di governo, concludono le stesse fonti.

La decisione

Stando alle indiscrezioni riportate da Repubblica e Stampa, il premier Giuseppe Conte aveva deciso di fermare l'opera con l'obiettivo di bloccare il malcontento degli attivisti locali del M5s, che non avrebbero digerito un ripensamento dei loro rappresentanti a Palazzo Chigi sulla Tav. Lo stop alla rete ferroviaria comporterebbe, però, almeno due problemi. Il primo di ordine economico. L'Unione industriale di Torino ha, infatti, valutato in 2 miliardi di euro il costo di un eventuale rinuncia alla Tav. A questo si aggiungono i costi sociali. “Oggi alla realizzazione della Tav lavorano 800 persone e che in capo a 2/3 anni, con il potenziamento dei cantieri, sarebbero progressivamente saliti sino a 8 mila unità – ha avvertito il presidente degli industriali torinese, Dario Gallina -. Ma soprattutto, il danno economico per le imprese sarebbe gravissimo: sparirebbero infatti tutti gli appalti per un valore di 5,5 miliardi di euro, già in assegnazione entro il 2019″.

Diversità di vedute

C'è poi la questione politica. A domanda precisa, Matteo Salvini ha risposto in modo chiaro. “Dal punto di vista personale conviene andare avanti e non indietro” ha spiegato a Radio24. “Io come ministro dell'Interno mi occupo della tutela della sicurezza dei lavoratori. Sto garantendo in Piemonte come in Puglia analisi, costi e benefici. L'opera serve? Costa di più bloccarla o proseguire? E questo vale per la Tav, la Tap, la Pedemontana, il Terzo Valico”. Più che a Conte, Salvini è sembrato rispondete al collega dei Trasporti, Danilo Toninelli, che nei giorni scorsi aveva detto la sua in un post sul blog del M5s: “Sono entrato in questo ministero e vi confesso che su molte infrastrutture mi son trovato a mettere le mani in un verminaio di sprechi, connivenze corruttive, appalti pilotati, varianti in corso d'opera che hanno fatto esplodere i costi negli anni. E' per questo che abbiamo avviato una seria revisione progettuale su queste infrastrutture. Perché non si può più fare a meno di una rigorosa analisi costi-benefici. E anche sulla Torino-Lione, come abbiamo sempre detto, saranno gli impatti ambientali, sociali ed economici a dirci se ha senso o meno portare avanti un'opera nata male“. Per Toninelli “rifarsi al Contratto di governo significa voler ridiscutere integralmente l'infrastruttura in applicazione dell'accordo con la Francia. Senza preclusioni ideologiche, ma senza subire il ricatto che ci piove in testa e che scaturisce dalle scandalose scelte precedenti”. 

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