ONU, RENZI: “NOI IN PRIMA FILA NELLE OPERAZIONI DI PEACEKEEPING”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:31

L’Italia è in prima fila nelle operazioni di peacekeeping. Lo ha assicurato Matteo Renzi nel suo intervento al Leader’s summit organizzato dal presidente Usa Barack Obama alle Nazioni Unite. Il premier ha poi sciorinato i numeri della partecipazione italiana all’Onu. “Siamo il settimo Paese per contributi – ha spiegato – con il 4,48% del suo budget (113 milioni di dollari) e contribuiamo attivamente alle operazioni di peacekeeping con 320 milioni di dollari”, ha continuato sottolineando che i nostri caschi blu sono oltre 1.100 che operano in sei delle 16 operazioni delle Nazioni Unite in corso nel mondo.

Ma, ha proseguito, “lo sforzo italiano non è limitato alle truppe, ma si completa con la formazione, la fornitura di navi, aerei e risorse di intelligence”. Proprio in riferimento alla formazione militare prima delle operazioni Renzi ha detto che l’Italia si prepara a rafforzare il suo sforzo.

Successivamente il presidente del Consiglio ha rilasciato un’intervista a Bloomberg Television in cui ha trattato alcuni dei temi più caldi della politica internazionale. A partire dall’Ucraina, di cui va preservata “la sovranità”. La Russia, ha ricordato, “ha un ruolo cruciale su molti dossier, è un grande Paese, con una grande storia e una grande futuro”, ma “tutti devono rispettare il Protocollo di Minsk” e anche Mosca va “invitata” a farlo. E per affrontare alcune crisi, come quella in Siria, è necessario “scongelare” i rapporti diplomatici con la Russia e, in particolare, quelli tra Obama e Putin, che sono ancora a “un livello abbastanza basso”.

Renzi ha poi riservato alcuni passaggio dell’intervista alla politica interna. Sulla della Costituzione ha spiegato che l’eventuale voto di Forza Italia è totalmente irrilevante, visto che il governo già gode di una “buona maggioranza”. “Berlusconi – ha aggiunto Renzi – in un primo momento ha deciso di sostenere la riforma perchè tagliava i costi del Parlamento e semplificava il processo legislativo ma in un secondo momento ha cambiato idea. Penso che in Senato Berlusconi o meglio il suo partito non voterà la riforma ma è molto difficile fare previsioni su di loro”.

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