Norman Atlantic, Lupi e Pinotti: “Soccorsi ancora a lavoro”

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Si è svolta nel pomeriggio di lunedì, a Palazzo Chigi, la conferenza stampa del ministro della Difesa Roberta Pinotti e delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi, sulle operazioni di soccorso al traghetto Norman Atlantic, incendiatosi – per motivi ancora da chiarire – nel Canale d’Otranto durante un viaggio tra la Grecia e Ancona il 28 dicembre scorso. Le procure di Bari, Brindisi e Lecce stanno indagando sull’accaduto e la nave Norman Atlantic è stata posta sotto sequestro.

“Dalla Norman Atlantic – ha evidenziato il ministro Lupi in apertura dei lavori – sono state salvate 427 persone
(tra cui 56 membri dell’equipaggio), otto sono i morti (nella serata di lunedì sono stati però trovati altri due corpi), per un totale di 435. Sulla lista d’imbarco però i passeggeri erano 478, ma alcuni dei nomi delle persone salvate non figuravano su quella lista”. Dunque il “porto d’imbarco dovrà ora verificare la corrispondenza delle liste” anche perché, durante il tragitto, il traghetto aveva effettuato uno scalo nel corso del quale alcuni passeggeri potrebbero essere scesi.

Il ministro Lupi non si è pronunciato sul numero dei dispersi. “C’è una lista di imbarco e ci sono i nomi delle 427 persone salvate, di cui 56 membri dell’equipaggio e il resto sono passeggeri – ha spiegato – Spetta al porto d’imbarco verificare la coincidenza tra la lista d’imbarco e le persone. Non possiamo conoscere il numero esatto, sarebbe sbagliato intervenire su questo”. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha aggiunto che: “continueremo a scandagliare il mare per verificare se ci fossero ancora dispersi”.

“A noi risultano 8 deceduti – ha aggiunto l’ammiraglio De Giorgi da Palazzo Chigi – stiamo lavorando con l’assetto aereo nostro e della Marina Militare, più un assetto greco per continuare le ricerche di eventuali naufraghi. A noi risultano quindi 427 persone soccorse, due cagnolini e 8 deceduti. In modo cautelativo ci siamo mossi partendo dalla lista ufficiale disponibile. Via via, mentre procedevamo nei soccorsi, andavamo individuando sia i nomi e i cognomi dei salvati e confrontandoli con la lista complessiva. Così abbiamo avuto un quadro complessivo. Dobbiamo verificare se in mare c’è qualche altro che nelle fase iniziali concitate sia caduto: questo è il margine di incertezza”.

Sulle possibili cause del disastro, si è espresso l’ammiraglio Nicola Carlone, della Guardia Costiera, specificando che “la nave era perfettamente efficiente, rispondeva a tutti i requisiti”. “Durante l’ispezione il 19 dicembre a Patrasso – ha spiegato l’ammiraglio – erano state riscontrate 6 deficienze, di cui 2 immediatamente risolte e comunque senza rilevanza nell’incendio. Per le altre 4 era stata prescritta la soluzione in 14 giorni – ha spiegato – ma comunque l’autorizzazione ottenuta per partire significa che rispondeva a tutti i requisiti”.

La gratitudine ai soccorritori è arrivata dal premier Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa di fine anno. “Un intervento così ricco di passione, dedizione e tenacia ha consentito di evitare una vera e propria ecatombe” – ha affermato – “a loro va la mia gratitudine a nome di tutti gli italiani. Il lavoro dei nostri connazionali ci rende orgogliosi del tricolore e della nostra comune appartenenza”. Il comandante del Norman Atlantic, Argilio Giacomazzi, sceso per ultimo dalla nave, ha dato “prova di serietà”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. “E’ stata scritta una pagina interessante e bella di serietà, ma – conclude – resta una pagina drammatica per ciò che è accaduto e che ci riempie il cuore di dolore per le vittime”.

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