Nella Manovra l'aiuto ai cristiani perseguitati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:00

A chi pensa che per difendere la propria cultura basti trincerarsi dietro muri da ergere innanzi a chiunque sia straniero, l’on. Paolo Formentini (Lega) risponde con un emendamento che istituisce un fondo per le minoranze cristiane perseguitate nelle aree di crisi. Approvato ieri dalla commissione Bilancio della Camera, l’emendamento alla Manovra che porta la firma del 38enne deputato del Carroccio si pone l’obiettivo di finanziare interventi di sostegno attuati dai soggetti del sistema della cooperazione italiana allo sviluppo. Le risorse sono pari a 2milioni all'anno per il biennio 2019-2020 e 4milioni dal 2021.

L'audizione di Acs

“La novità di questo emendamento – spiega ad In Terris Formentini, che è membro della commissione Esteri – è che è specificato che gli aiuti sono destinati alle minoranze cristiane: non è un fondo per la libertà religiosa in modo generico, ma per gli appartenenti alle comunità cristiane, che condividono con noi un bagaglio culturale e spirituale millenario”. Il deputato della Lega racconta che “uno dei miei primi interventi in commissione Esteri, ad inizio legislatura, era stato proprio per chiedere che ci si occupasse anche di indagini conoscitive sulla libertà religiosa, con particolare riferimento alla persecuzione dei cristiani”. La sua sensibilità al tema si è poi consolidata dopo un’audizione in commissione Esteri di Alessandro Monteduro, direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre Italia (Acs). “La mattina stessa di quell’audizione – afferma Formentini – ho iniziato a scrivere l’emendamento”. Il firmatario del testo riconosce che “non si tratta di una spesa onerosa, è una cifra irrisoria rispetto a ciò che fanno le organizzazioni cattoliche nel mondo, ma in un momento di difficoltà economica rappresenta un segnale, un orientamento chiaro da parte del Governo”. Ed è proprio Monteduro, che in un comunicato firmato insieme ad Alfredo Mantovano, presidente di Acs Italia, ad esprimere soddisfazione: “L’approvazione del Fondo per l’assistenza e l’aiuto alle minoranze cristiane perseguitate nelle aree di crisi rappresenta un segnale politicamente forte. D’ora in poi queste comunità sofferenti avranno al loro fianco anche le Istituzioni italiane“.

Il diritto a non emigrare

In quali aree verrà impiegato il fondo? “L’attenzione principale – risponde il deputato – è rivolta ai nostri fratelli nella fede del Vicino Oriente, dunque della Siria, dell’Iraq, ma anche ai copti in Egitto. E non solo, penso anche alla Nigeria dove i cristiani sono vessati da Boko Haram. Ma poi – riflette Formentini – basta dare uno sguardo ai rapporti di Aiuto alla Chiesa che Soffre per rendersi conto che il dramma della persecuzione religiosa si consuma su scala globale”. Una volta che il fondo verrà approvato nella Manovra, le organizzazioni caritatevoli potranno dunque usufruirne. Qualcuno potrebbe obiettare; ma cosa c’entra un finanziamento a chi vive lontano dal nostro Paese con la Manovra finanziaria, che serve per regolare la politica economica del Paese? “Essendo l’Italia uno Stato a larga prevalenza cristiana e cattolica – osserva Formentini – credo sia naturale sviluppare sentimenti di solidarietà e vicinanza verso le comunità cristiane che nel mondo rischiano di essere annientate”. Il deputato del Carroccio tiene inoltre a sottolineare che l’emendamento è coerente con la decisione del Governo, specie della componente leghista, di non firmare il Global Compact. “Per mutuare Benedetto XVI, prima ancora del diritto a emigrare, va affermato il diritto a non emigrare. Ecco, questo emendamento è finalizzato proprio a sostenere i cristiani delle aree di crisi a restare nel proprio Paese”.

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