Mediobanca, utili oltre le stime: + 24%. In ascesa anche ricavi e dividendo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:14

Sorridono i conti di Mediobanca: il bilancio 2016-2017, al 30 giugno, ha segnato una netta ascesa dei ricavi, pari a 2.196 milioni (+7,3%). I più alti di sempre, considerando anche il ritmo di crescita dell’utile netto al 24%: 750 milioni, a fronte dei 720 previsti per il consenso di FactSet. In salita anche il dividendo che, passando dagli 0,27 euro del precedente esercizio agli attuali 0,30, incrementa il pay-out al 43%. Un anno record dal punto di vista dei ricavi per l’istituto di credito, con un trend positivo confermato dall’ultimo trimestre e discesa anche del costo di rischio: – 37 punti base, attualmente 87. In aumento, invece, gli utili delle partecipazioni a Mediobanca, saliti a 422 milioni (+ 13%).

Sviluppo di tre business

Incrementa del 3% anche il contributo di Generali al bilancio, arrivato a 264 milioni (13%): “La partecipazione – ha spiegato il ceo Alberto Nagel – continua a essere cruciale ma non ci sono dogmi… Il nostro piano prevede lo sviluppo di tre business e la partecipazione in Generali funge da stabilizzatore di ‘eps’ (earning per share) e come fonte di capitale. Da questo ne deriva che se la nostra crescita, organica e inorganica, richiedesse più capitale di quello che la banca produce naturalmente sicuramente sarà obbligo del management prima di chiedere soldi agli azionisti di mobilizzare le risorse che ci sono all’interno del gruppo e tra queste sicuramente la partecipazione in Generali”.

Nagel: “Rcs non cambia i numeri”

Per quanto riguarda la quota di partecipazione (6,2%) detenuta in Rcs, Nagel ha spiegato che Mediobanca, in attesa di “comprendere l’evoluzione della società”, mantiene “un atteggiamento aperto e flessibile” poiché “quella in Rcs è per noi una quota piccola, non ci cambia i numeri tenerla o venderla”. Sul fronte delle tre aree strategiche (wealth management, corporate investment banking e consumer), l’obiettivo di Mediobanca è di proseguire la crescita: “Ci aspettiamo – ha detto ancora Nagel – un recruiter massiccio di banker di qualità”. Ai maggiori ricavi concorrono il ramo ex Barclays con 83,8 milioni, l’attività di Cairn per 12 mesi (precedentemente 6) e quella di Banca Esperia per l’ultimo trimestre al 100% anziché al 50%. “Stiamo lavorando alla creazione di un polo di alternative asset management – ha concluso il ceo – con nuovi prodotti e acquisizioni per portare raccolta annuale stabilmente intorno a 3 miliardi di nuove masse per anno”.

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