Matteo avverte Silvio: “Così l'alleanza finisce”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:07

Con la sua scelta di non votare Marcello Foa presidente della Rai, Silvio Berlusconi potrebbe aver sancito la fine del centrodestra. A dirlo, nel corso di un'intervista a Quotidiano Nazionale, è Matteo Salvini. “A Silvio dico – ha spiegato – andare contro il cambiamento è una scelta, ma ad ogni scelta corrispondono delle conseguenze”.

Alleanza agli sgoccioli

Il ministro ha sottolineato che non è la Lega a volere la fine dell'alleanza “a se Forza Italia non è d'accordo su niente, se sceglie il Pd, faccia pure. Se vuole fare un partitone Pd-Forza Italia, auguri. Dispiaciuti, andiamo avanti, facendo battaglie di centrodestra e per il cambiamento”. Se il Carroccio, ha osservato, “ha quattro volte i voti di Forza Italia forse qualcuno sta sbagliando qualcosa. Mi pare che gli italiani abbiamo già scelto con chi stare”. Poi l'avvertimento: “un conto è la vicinanza umana, un conto è la scelta politica che ha portato non solo molti elettori ma anche molti eletti di Forza Italia a tutti i livelli ad avvicinarsi alla Lega. Io fino ad oggi ho detto di no, però se Forza Italia sceglie il Pd è giusto che chi si sente di centrodestra possa fare politica con la Lega“. Salvini ha ribadito di voler andare avanti sul nome di Foa: “Non può essere ostaggio dei capricci del Pd e tantomeno di Fi. Ho sentito Di Maio, con i 5Stelle siamo già sostanzialmente d'accordo. Vedremo il come. I 5Stelle sono persone affidabili con i quali si sta lavorando bene”.

Migranti

In tema di immigrazione, “il problema non è dividersi i migranti, ma bloccare a monte il flusso. Riformare Dublino secondo me viene dopo”, dice il titolare del Viminale, che rispedisce al mittente l'ultima proposta Ue: “Sentirsi dire 'vi diamo seimila euro per immigrato' non esiste. E poi parliamo di 10mila immigrati a fronte di 600mila arrivi. È molto più importante la prossima riunione per cambiare la missione navale Sophia, che sino a ora ha portato in Italia tutti gli immigrati salvati in mare. Noi abbiamo invece chiesto che ci sia, qui sì, una equa distribuzione”. Sui centri controllati proposti dalla Commissione, “noi oltre i centri che già abbiamo non andiamo. Gli unici centri in più ai quali sto lavorando sono quelli per le espulsioni“, ha tirato dritto Salvini. Quanto alla missione italiana in Niger bloccata dalla Francia, “i francesi sono un problema, perché la loro è una strategia economica, non umanitaria. Stiamo lavorando anche con dei privati ad un piano di investimenti nel Sahel, nei paesi di partenza e di transito”.

Sicurezza

Il decreto sicurezza, ha proseguito il vicepremier, sarà portato in approvazione “entro settembre“. La riforma della legittima difesa “è incardinata al Senato. L'iter è già partito e la prossima settimana ci saranno tre giorni di audizioni. L'obiettivo è portarlo in aula a settembre”. Il decreto dignità “è partito da principi giusti. Stiamo apportano in aula alcuni correttivi che lo migliorano”, dichiara Salvini. “Detto questo, la rivoluzione economica la vogliamo mettere nella manovra d'autunno. Ovviamente non si pretendano miracoli in tre mesi, ma arriveranno i primi segnali di riduzione fiscale e burocratica. E la pace fiscale con Equitalia e i primi passi sulla legge Fornero”.

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