Mattarella: “Tragico barattare la libertà per l'ordine”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:18

La storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e di tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva“. Così il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Vittorio Veneto, al Teatro Da Ponte, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile.

La critica al fascismo

Lo sguardo di Mattarella si è quindi rivolto indietro, al Ventennio fascista, quando – la sua riflessione – “non era permesso avere un pensiero autonomo, si doveva soltanto credere. Credere, in modo acritico e assoluto, alle parole d'ordine del regime, alle sue menzogne, alla sua pervasiva propaganda. Bisognava poi obbedire, anche agli ordini più insensati o crudeli. Ordini che impartivano di odiare: gli ebrei, i dissidenti, i Paesi stranieri. L'ossessione del nemico, sempre e dovunque, la stolta convinzione che tutto si potesse risolvere con l'uso della violenza”. Così – prosegue – “molti italiani maturarono la consapevolezza che il riscatto nazionale sarebbe passato attraverso una ferma e fiera rivolta, innanzitutto morale, contro il nazifascismo. Nacque così, anche in Italia, il movimento della Resistenza“. Il presidente della Repubblica, sottolineando che il 25 aprile è festa di San Marco, afferma che festeggiarlo “significa celebrare il ritorno dell'Italia alla libertà e alla democrazia, dopo vent'anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni. Significa ricordare la fine di una guerra ingiusta, tragicamente combattuta a fianco di Hitler. Una guerra scatenata per affermare tirannide, volontà di dominio, superiorità della razza, sterminio sistematico”. Trovandosi in Veneto, Mattarella ha quindi menzionato il contributo che questa Regione diede alla lotta contro il nazifascismo, ove fu “fondamentale per animare il movimento resistenziale, il contributo del mondo della cultura e dell’università“.

La cerimonia all'Altare della Patria

Prima di trasferirsi a Vittorio Veneto, Mattarella ha partecipato alla canonica cerimonia all'Altare della Patria insieme alle più alte cariche dello Stato. C'erano anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il segretario di Presidenza del Senato, Francesco Giro, la vice presidente della Camera, Maria Edera Spadoni, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

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