Mattarella: “Presidente custode
e voce della Costituzione”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:30

Rientra fra i doveri del presidente della Repubblica essere custode e voce della Costituzione. Lo ha ricordato Sergio Mattarella in occasione dei 40 anni dalla morte di Giovanni Gronchi, capo dello Stato dal 1955 al 1962. 

L'innovatore

Accusato di eccessivo interventismo in ambito politico dai suoi contemporanei è stato in seguito giudicato come l'attuatore del ruolo di Presidente in chiave moderna. Ricordando la figura del predecessore, Mattarella ha sottolineato come “la instabilità politica che intervenne con la crisi della formula di governo basata sulle forze politiche centriste caratterizzò l'ambito entro cui si trovò ad operare” Gronchi, che “nel pieno dello stallo” individuò “un ruolo istituzionale sino ad allora non sperimentato nella figura presidenziale, utilizzando la 'cassetta degli attrezzi' contenuta nella Carta fondamentale”. Il giudizio dei costituzionalisti del tempo, ha rammentato Mattarella, fu positivo, mentre i commentatori politici contestarono “l'interventismo”. Gronchi si difese da quelle accuse: “Credo in coscienza – disse – che spetti a questo (il capo dello Stato ndr) più per dovere che per diritto il segnare indirizzi e orientamenti quando lo ritenga essenziale agli interessi della Nazione. E con ciònessun tentativo di sovrapporsi o di sostituirsi al Parlamento o all'esecutivo ai quali resta integra e rispettata la libera responsabilità di accogliere o non questi orientamenti”.

Fase storica

Parole ricordate, non a caso, da Mattarella, che ha attribuito al predecessore il merito di aver incitato il Parlamento “a completare gli istituti previsti dalla Costituzione e fu, davvero, questa, un'opera portata avanti con efficacia durante il mandato di Gronchi, tanto da far parlare dapprima di 'disgelo' e poi di 'compimento' costituzionale, aprendo, di fatto, una nuova fase nella politica italiana“.

Il presidente ha ricordato che durante il settennato di Gronchi si insediarono Corte costituzionale, Consiglio superiore della magistratura, Consiglio dell'economia e del lavoro. E l'allora presidente spiegò che “La Corte costituzionale si inserisce in questo complesso sistema di equilibri come elemento che può dirsi nello stesso tempo moderatore e, per taluni aspetti, anche propulsore delle attività legislative ed esecutive, reso formalmente necessario da quella rigidità della nostra Carta fondamentale in cui il Costituente ripose gran parte delle speranze per una lunga stabilità delle nostre istituzioni”. 

Voce della Carta

A sostegno di Gronchi, ricorda Mattarella, Piero Calamandrei “riconosceva il ruolo del presidente della Repubblica come 'custode della Costituzione', in una funzione di 'responsabile vigilanza costituzionale” e dichiarava il suo appoggio al messaggio del nuovo presidente “nel quale – cito – si esprime una onesta ed energica volontà di raddrizzamento del timone costituzionale… In questo senso si può veramente dire che la Costituzione parla attraverso il presidente della Repubblica: come il Montesquieu diceva che i giudici sono la bouche de la loi, così si può dire che attraverso l'ammonimento dei messaggi presidenziali parla nel nostro ordinamento la Costituzione: contro ogni smarrimento costituzionale, contro ogni deviazione, contro ogni inerzia, il presidente della Repubblica può essere, se vuole, la viva vox constitutionis'”.

Ruolo

Un dibattito, ha fatto presente Mattarella, proseguito negli anni con diversi interventi e tra questi la scelta cade su un passo di Giovanni Galloni, per il quale il presidente della Repubblica, così come la Corte costituzionale, è “un inter-potere, un punto di incontro, di supplenza, gestore non già di una politica di governo, che non gli compete, bensì degli indirizzi fondamentali che sono iscritti nella nostra Costituzione e rispetto ai quali i programmi di governo, a seconda di come si sono costituiti, o di come sono organizzati, sono una espressione, un segmento particolare”. Per Mattarella “potremmo riassumere, evocando liberamente Paolo Barile, che il presidente della Repubblica pro-tempore è portatore dell'indirizzo di attuazione e di rispetto della Costituzione“. 

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