Mattarella: “Lavoro pilastro sociale irrinunciabile”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:57

Il diritto al lavoro, fondamento della Repubblica italiana, continua a rappresentare il principio cardine intorno al quale ruota il nostro sistema sociale e si esprime il principio di cittadinanza“. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato in occasione del 62esimo anniversario della tragedia di Marcinelle. 

Pilastro sociale

“La promozione dell'occupazione e la tutela piena della salute dei lavoratori costituiscono, oggi come ieri, sfide fondamentali nell'attuale contesto economico europeo e nel quadro del processo di integrazione continentale, nel cui ambito lo sviluppo del 'pilastro sociale' appare irrinunciabile”. Nel giorno in cui si ricorda il sacrificio del lavoro italiano nel mondo, il capo dello Stato ha voluto riaffermare la sua vicinanza “ai familiari delle vittime di Marcinelle e di ogni altro tragico evento nel quale i nostri lavoratori abbiano subito l'estremo sacrificio durante l'adempimento dei loro impegni professionali”.

La sofferenza dei migranti

Il ricordo di Marcinelle, ha aggiunto, “rimane parte indelebile della memoria collettiva del nostro Paese e dei Paesi che ne furono colpiti. Il sacrificio dei duecentosessantadue lavoratori, tra i quali centotrentasei connazionali, è destinato a richiamare alla memoria di tutti noi il valore delle sofferenze e del coraggio dei migranti in terra straniera alla ricerca di un futuro migliore per le loro famiglie, da costruire con il loro lavoro“.

Casellati

Anche Maria Elisabetta Alberti Casellati ha commemorato i fatti di Marcinelle. “E' indelebile – ha scritto – il ricordo dei nostri connazionali che persero la vita nella miniera del Bois du Cazier, tutti partiti dalle loro terre in cerca del lavoro che un'Italia martoriata dal conflitto mondiale non poteva offrire. La memoria di quel tragico giorno è legata a doppio filo al sentimento di solidarietà che è alla base della nostra comunità nazionale. È un monito per le future generazioni: affinché riflettano sugli sforzi e sui sacrifici patiti da chi ci ha preceduti. E lo è anche per le istituzioni: perché il lavoro sia veramente un diritto per tutti, un diritto che va garantito, tutelato, protetto”. 

La tragedia

La mattina dell'8 agosto 1956 un incendio, causato dalla combustione d'olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica, si verificò nella miniera di carbone del Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio. Il rogo, sviluppatosi inizialmente nel condotto d'entrata d'aria principale, riempì di fumo tutto l'impianto sotterraneo, provocando la morte di 262 persone delle 275 presenti, tra cui 136 immigrati italiani.

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