Mattarella: “L'amor di patria non è estremismo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:09

Nessuno Stato, da solo, può affrontare la nuova dimensione sempre più globale. Ne uscirebbe emarginato e perdente. Soprattutto i giovani lo hanno compreso”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, deponendo ai piedi del monumento al Milite Ignoto una corona di fiori nella Giornata delle Forze armata, centesimo anniversario della vittoria italiana nella Grande guerra: “Oggi – ha spiegato il Capo dello Stato – possiamo dirlo con ancora maggior forza: l'amor di Patria non coincide con l'estremismo nazionalista”. Alla presenza dello stato maggiore del governo italiano, dal premier Conte ai presidenti di Camera e Senato, Mattarella ha reso omaggio al sacrario ai piedi del Vittoriano, monumento posto a memoria di tutti i giovani italiani che rimasero sui terreni della Prima guerra mondiale, prezzo di una vittoria che portò sì alla definitiva unità nazionale ma che pose il nostro Paese di fronte al costo più alto mai pagato in termini di vite umane.

Dalla Guerra al fascismo

In mattinata, in un'intervista al Corriere della Sera il Presidente della Repubblica aveva parlato del 4 novembre come “il giorno della piena conquista dell'Unità d'Italia, con Trento e Trieste, al prezzo di centinaia di migliaia di morti e di sofferenze immani”, specificando che “il fascismo fece propria e diffuse l'idea della guerra 'generatrice' della Patria, attraverso il sangue degli italiani”. Per l'esasperazione del nazionalismo fu posta alla base di una supremazia dello Stato sul cittadino, di una chusura autarchica”. Per questo, ha avvertito Mattarella, “le democrazie hanno bisogno di un ordine internazionale che assicuri cooperazione e pace, altrimenti la forza dei loro stessi presupposti etici, a partire dall' inviolabilità dei diritti umani, rischia di diventare fragile di fronte all'esaltazione del potere statuale sulla persona e sulle comunità”.

Il programma

Dopo le celebrazioni all'Altare della Patria, il presidente della Repubblica si è recato presso il Sacrario Militare dei Caduti della Prima Guerra Mondiale di Redipuglia, assieme al ministro della Difesa Elisabetta Trenta e al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Claudio Graziano, per deporre una corona di alloro in ricordo dei Caduti. Il programma prevede poi la sua visita a Trieste, dove chiuderà ufficialmente le cerimonie dei cento anni dal Bollettino della vittoria con una cerimonia in cui passerà in rassegna il reparto d'onore, svolgendo poi un incontro con tutti i rappresentanti istituzionali.

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