MATTARELLA ALL’EUROPA: “CHI VA AVANTI DA SOLO SI ISOLA”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:30

L’Ue ha bisogno di più Europa al proprio interno. Ciò si traduce nella necessità che gli Stati membri, pur forti, non vadano avanti da soli. Questo, infatti, li porterebbe ai margini dello sviluppo e del progresso rendendoli incapaci di essere protagonisti sulla scena politica internazionale. Secondo il presidente della Repubblica, che ha ricevuto al Quirinale gli europarlamentari, serve, al contrario, un’Europa autorevole, capace di esprimere valori di pace, libertà e democrazia. Dopo la seconda guerra mondiale, ha spiegato, “la spinta a cercare soluzioni nuove agli squilibri europei è stata data dall’orrore delle guerre mondiali che devastarono il Continente”. Oggi il processo di integrazione deve proseguire perché la “globalizzazione ha reso il nostro Continente più piccolo. Nessuna lente deformante può farci illudere che non sia così. Nessun paese dell’Unione, per quanto forte possa essere, per quanto orgoglioso sia del suo passato, potrà risultare protagonista da solo nel mondo che si va configurando”.

Alle istituzioni di Bruxelles, poi, Mattarella ha rivolto un invito al senso di responsabilità sul tema dei migranti. Ciò significa non attendere “le tragedie, i morti”. Il capo dello Stato ha sostenuto che “passi avanti, nel senso di una maggiore corresponsabilità, sono stati fatti sul fronte dell’emergenza dei richiedenti asilo, ma, anche qui, quando si è giunti oltre il limite della sostenibilità. Quante tragedie, quante morti, quante sofferenze sono arrivate fino a noi, prima che l’Europa facesse i conti con la propria responsabilità”.
Gli accordi di Dublino, ha sottolineato, “fotografano un passato che non c’è più; per questo sono radicalmente superati. Il tema è come definire regole nuove improntate a principi di umanità, di solidarietà, e di responsabilità, e comunque adeguate alla realtà che abbiamo di fronte”.

Anche sulle politiche dell’immigrazione, e non soltanto sull’asilo, ha rilevato Mattarella, “è necessario arrivare a una convergenza europea, pena l’inefficacia di qualunque misura. La nostra scelta non è tra la resa e la blindatura. La scelta è tra un’Europa che affronta i fenomeni governandoli e un’Europa che subisce gli eventi senza essere capace di guidarli, con il conseguente aumento degli squilibri interni e della sfiducia tra i Paesi membri”.

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