Marò: Girone chiede il ritorno in Italia, Latorre vuole restare per curarsi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:37

Nuova istanza dei marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, alla Corte Suprema indiana, convocata per domani. I due fucilieri di marina, rimasti coinvolti nella morte di due pescatori indiani al largo delle coste del Kerala durante un’operazione internazionale anti-pirateria, hanno chiesto un alleggerimento delle loro condizioni cautelari. Lo riferisce la stampa indiana: Latorre, a cui il 12 settembre, dopo un ictus cerebrale, è stato concesso di tornare in Italia per le cure, ha depositato una richiesta per estendere il suo soggiorno di altri quattro mesi, in modo da potersi sottoporre a un intervento al cuore e poter affrontare la successiva riabilitazione e terapia (dovrebbe rientrare in India il prossimo 13 gennaio). Girone, che invece è ancora nel Paese, dinanzi ai giudici ha denunciato il pesante impatto psicologico che la sua prolungata assenza sta avendo sui suoi figli, un maschio e una femmina; e ha chiesto alla Corte di allentare le condizioni cautelari e lasciarlo tornare in Italia.

Nella richiesta presentata da Girone, si legge che “periti medici hanno autonomamente e separatamente concluso che i suoi figli soffrono di sindrome da stress post-traumatico e ritengono che potrebbero non riuscire a vedere mai più il padre e che questi potrebbe subire la pena di morte come conseguenza del processo”. E ancora nell’istanza depositata dinanzi alla Corte Suprema si scrive che “è probabile che uno stress prolungato di questo tipo, traumatico per i bambini se non curato, possa avere a lungo termine un effetto devastante sulla loro condizione psicologica”. La richiesta di Girone fa notare che, nonostante il governo italiano abbia organizzato i soggiorni in India della sua famiglia, “non c’è nulla per i due bambini che sia come vederlo continuativamente per tre mesi”. Il sostegno psicologico dei due ragazzi “si gioverebbe del fatto che fosse loro consentito di vederlo nell’ambiente familiare”. Anche perché “non è possibile – si fa notare – che i bambini vadano in India costantemente a incontrare il padre perché renderebbe problematico il loro percorso scolastico in Italia”.

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