Marò, diplomazie al lavoro. Renzi: “Impegnati per trovare una soluzione”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:07

Diplomazie al lavoro per risolvere la vicenda dei due Marò. Il premier Matteo Renzi intervenendo a radio Rtl si è mostrato cautamente ottimista sulla questione. “Per la prima volta – ha sottolineato – dopo mesi il governo indiano ha espresso il desiderio di una soluzione condivisa e concertata”. Il governo è “al lavoro con il governo indiano” per riportare a casa “tutti e due i due marò”, “in un clima di rispetto istituzionale ma chiediamo che si faccia rapidamente”. “Ogni parola è di troppo – ha detto – Non passa un giorno senza che pensi a quella vicenda e cerchi di risolverla con i canali della diplomazia. E’ il momento di non aprir bocca e di risolvere i problemi”. La vicenda dei marò “è un incredibile pasticcio combinato e causato da una serie di errori grossolani”.

Ieri Napolitano aveva biasimato la scarsa “volontà politica” da parte dell’India nonostante l’impegno per un “rapido e corretto processo” per i due soldati da parte di Nuova Dehli. La Comunità Ebraica di Roma, che ha lanciato la campagna #bringbackourmarò (riportiamo a casa i marò), ha affisso davanti al Tempio Maggiore di Roma due gigantografie dei fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Le immagini sono poste sulla cancellata della sinagoga accanto a quella di un soldato israeliano rapito da Hezbollah in Libano. “La sorte dei due marò è oggi una questione umanitaria che ha bisogno del sostegno di tutti. Riteniamo necessario compiere ogni iniziativa possibile per riportarli a casa dalle loro famiglie – dice il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici -. Latorre e Girone non possono e non devono essere lasciati soli. Ci stiamo mobilitando sui social network, sensibilizzando quante più persone e organismi possibili, anche in campo internazionale. Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e i suoi ministri, in queste ore stanno lavorando per trovare una soluzione e riportarli tutti e due in Italia. Speriamo che questa lunga attesa finisca al più presto. Noi continueremo a pregare e a mobilitarci”.

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