Manovra, l'Italia tira dritto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:35

Dopo la lettera arriva la replica: il governo italiano si appresta a rispondere a Bruxelles sui conti previsti dalla Manovra affermando che il contenuto della Legge “non cambia” e che “i saldi resteranno invariati”. Unica differenza, l'incremento di risorse per il dissesto idrogeologico. Queste le sensazioni filtrate da Palazzo Chigi dal minivertice tra i ministri Tria e Fraccaro assieme ai vicepremier Di Maio e Salvini e al presidente del Consiglio Conte. Il testo ufficiale della lettera sarà discusso, redatto e firmato durante il Consiglio dei ministri in atto ma, da quanto filtrato, è chiaro che l'Italia proseguirà sulla strada tracciata dal Def e, più precisamente, dal governo del cambiamento. Resta, quindi, il muro contro muro con Bruxelles, con l'esecutivo deciso a puntare forte sulla nuova Manovra stilata proprio in revisione dei conti rispetto alla prima bozza.

Salvini: “Non modifichiamo su richiesta di Bruxelles”

Soddisfatto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini: “Stiamo lavorando a una Manovra che garantisce più posti di lavoro, più diritto alla pensione e meno tasse non per tutti ma per tanti italiani. Se all'Europa va bene siamo contenti, sennò tiriamo dritto”. E sulle possibili modifiche della Manovra, il vicepremier concede qualcosa sulla possibilità di modifiche anche se nessuna di queste verrà apportata secondo i dettami dell'Ue: “Sulla Manovra c'è qualcosa da modificare ma non in base alle richieste di Bruxelles. Si cambia in base a quello che succede in Italia, ad esempio a causa del maltempo. Stiamo facendo la conta dei danni e rischiano di essere 5 miliardi di euro. Quindi è chiaro che dobbiamo mettere più soldi alla voce investimenti sul territorio. Perchè ce lo chiede la situazione”.

Linea dura

In sostanza, la lettera di risposta a Bruxelles confermerà tutto, dalle scelte di governo ai fondi previsti dalla nuova bozza, fino all'atteggiamento che l'esecutivo terrà con l'Unione. Le previsioni su deficit e crescita restano le stesse (2,4% il primo, 1,5% la seconda). Il tutto nonostante da più fronti siano arrivate perplessità e dubbi sul Def e sul contenuto della Manovra, se non altro da un punto di vista strettamente connesso alle stime sulla crescita, l'ultima delle quali arrivata dal Fondo monetario internazionale.

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