Maltempo, Conte: “Domani lo stato di emergenza”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:30

Il premier Giuseppe Conte annuncia un Consiglio dei ministri per la giornata di domani, durante il quale si “dichiarerà lo stato di emergenza per tutte le regioni che lo hanno chiesto”. Dichiarazioni che arrivano durante il question time alla Camera, nel quale il presidente del Consiglio ha espresso “soddisfazione per elevato numero di conferme finora pervenute” alla conferenza di Palermo sulla Libia (prevista il 12 e 13 novembre prossimi), dove saranno presenti “i principali interlocutori dello scenario libico. Ci tengo a precisare che non riteniamo di poter risolvere tutti i problemi ma vogliamo creare una sostenibile occasione di incontro”. Ma non solo. Parlando di un tema piuttosto battuto in tempi recenti, il premier torna sulla questione condoni, affermando che “a Ischia ci sono 28 mila domande di condono di oltre 20 anni fa. Per il terremoto ci sono 1100 case danneggiate: il decreto dispone di esaminare le istanze avviate molti lustri orsono e ha disposto solo la definizione relativa”. In caso vi siano “vincoli idrogeologici o altri vincoli la regolarizzazione non andrà concessa e si dovrà procedere alla demolizione”.

Dissesto idrogeologico

Assieme all'emergenza, Conte ha annuciato che i fondi verranno destinati anche “alla prevenzione del dissesto idrogeologico”, nell'ambito di un piano straordinario che verrà presentato entro la fine di novembre e che “costituirà l'occasione per la programmazione e il coordinamento dei progetti da mettere in cantiere per porre in sicurezza il territorio e contro dissesto idrogeologico”. Al piano farà seguito un programma di investimenti, in merito ai quali il presidente del Consiglio ribadisce che “è al fine di garantire gli interventi programmatici per la lotta al dissesto idrogeologico che il disegno di legge di bilancio prevede già il finanziamento per interventi strutturali contro il dissesto idrogeologico. In un fondo del ministero dell'Economia, come ho già anticipato, ci sono 900 milioni per il triennio”.

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