M5S, Fico non parlerà dal palco di Italia a Cinque stelle

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:30

Contrordine in casa M5S: Roberto Fico, esponente dell’ala ortodossa ed ex aspirante candidato alle primarie del Movimento, non parlerà dal palco di Rimini, come inizialmente previsto. Fico appariva infatti come relatore nella scaletta dell’adunanza pentastellata “Italia a Cinque stelle”, organizzata nel capoluogo di provincia romagnolo, con un previsto intervento sull’informazione come avvenuto anche a Palermo. All’ultimo momento, tuttavia, il suo nome è scomparso dalla programmazione ufficiale, sollevando qualche perplessità sui rapporti interni M5S. Nei giorni scorsi, assieme ad Alessandro Di Battista, Fico aveva rinunciato alla possibilità di candidarsi alle primarie, lasciando di fatto campo libero al vicepresidente della Camera e manifestando le sue remore a Beppe Grillo sulla novità dell’eletto come nuovo capo politico del movimento.

Fico escluso dalla kermesse

I risultati delle votazioni, attualmente in mano ai notai, verranno resi pubblici domani sera ma, al momento, è la bagarre fra le due ali M5S a tenere banco. La “bannatura” di Fico dall’elenco dei relatori nella giornata odierna sembrerebbe un’indicazione significativa sulle intenzioni di Grillo di non dare spazio, almeno nella tre giorni di manifestazione a Rimini, a dissidenze di sorta, cercando di far trasparire un’immagine compatta dei pentastellati: “La notizia è che tutti hanno avuto la possibilità di candidarsi (e nessuno è stato spinto a farlo per costruire competizioni farlocche) – precisano – e tutti hanno avuto la possibilità di votare. La notizia è che non c’erano correnti che si confrontavano ma persone che si proponevano”.

Salvini: “Legge elettorale? Ai grillini non va mai bene niente”

Nel frattempo, però, per il M5S restano aperti i fronti delle elezioni politiche in Sicilia e, in ultimo, quello della Legge elettorale, con la presentazione del Rosatellum bische ha fatto storcere il naso agli esponenti pentastellati (in accordo con il primo testo), chiamatisi fuori dall’accordo a 4 fra Pd, Ap, Forza Italia e Lega Nord: “La legge elettorale più maggioritaria è e meglio è – ha detto il leader del Carroccio, Matteo Salvini -. Chiediamo una legge chiara, trasparente, veloce e concreta. Se Renzi, Gentiloni e compagni vari portano in aula la legge domani, gliela votiamo domani. I grillini? Non gli va mai bene niente. Non è la legge elettorale che decide chi vince, i cittadini ti scelgono a prescindere. Dico ai grillini di darci una mano ad approvare una legge elettorale il prima possibile, così andiamo a votare e sceglieranno gli italiani tra Di Maio e Salvini”. A proposito delle primarie, il leader ha spiegato che “non vedo l’ora di avere un confronto pubblico, un testa a testa, con Di Maio. I grillini fanno tante proposte ma non mi spiegano come le applicano. Noi invece sappiamo cosa vogliamo fare e anche con quali soldi”.

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