Lunedì il Csm decide sulle richieste di Palamara

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:30

Non sarà un normale lunedì quello che attende il Consiglio superiore della magistratura. Infatti nel giorno inaugurale della prossima settimana, la sezione disciplinare dovrà pronunciarsi sulle istanze di ricusazione del pm di Roma Luca Palamara. Il quale ha chiesto l'allontamento di Piercamillo Davigo e Sebastiano Ardita (entrambi togati di Autonomia e indipendenza, corrente nata da una costola di Magistratura Indipendente) dal collegio che dovrà giudicarlo. Il vicepresidente del Csm David Ermini, eletto in quota Pd, ha infatti deciso la composizione del collegio che affronterà il nodo delle ricusazioni, in cui Davigo sarà sostituito dalla togata di Magistratura Indipendente Loredana Miccichè, mentre Ardita dalla togata di Area Alessandra Dal Moro, dopo che Giuseppe Cascini (Area) aveva chiesto di potersi astenere. Una volta deciso sulle ricusazioni, il procedimento disciplinare nei confronti di Palamara potrà iniziare. La prima udienza è fissata per il giorno seguente, martedì 9 luglio. Per il pm di Roma, la Procura Generale della Cassazione, impersonificata da Riccardo Fuzio, finito anch'esso nella  bufera mediatica a causa di alcune intercettazioni che lo riguardano, ha chiesto la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio

Il caos delle procure di Roma e Perugia 

Da settimane le cronache giudiziare non parlano se non della grave crisi che sta coinvolgendo la magistratura. È il 29 maggio quando si apprende che la Procura di Perugia (competente nei confronti dei colleghi di Roma) sta indagando, con l'ipotesi di corruzione, su Luca Palamara. L'ipotesi investigativa sostiene che l'ex presidente dell'Anm e già membro del Csm avrebbe cercato di pilotare le nomine, in cambio di viaggi, soldi e regali, nei più importanti uffici giudiziari del Paese: in particolare quello di Roma, lasciato scoperto dal pensionamento di Giuseppe Pignatone. L'indagine è solo il primo di molti elementi che emergeranno nelle settimane successive, contribuendo a gettare molte ombre sul funzionamento della magistratura italiana al suo interno.

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