L'Europarlamento boccia la revisione della sede

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:51

Appaiono sempre più rade le speranze italiane di avere la nuova sede dell'Agenzia del farmaco a Milano: la contesa con Amsterdam infatti, vinta dalla capitale neerlandese a un discusso sorteggio ma di fatto protratta fino a oggi, rischia di essere vanificata dopo la bocciatura dell'emendamento relazionato da Mercedes Bresso (Pd). Il testo, nel quale si tentava di evidenziare la mancanza della città “rivale” relativa all'assenza, almeno per ora, di una struttura fisica (ancora in lavorazione e con una più piccola pronta all'uso temporaneo), è stato fermato dalla Commissione Affari costituzionali con 14 voti contrari, 7 favorevoli e un'astensione: i riferimenti ad Amsterdam contenuti nel nuovo regolamento Ema proposto dalla Commissione Ue, continueranno a essere presenti.

Bresso: “Le rassicurazioni? Solo bufale”

Uno scenario che, a questo punto, lascia sentori tutt'altro che positivi in vista del voto della Commissione Ambiente il prossimo 12 marzo. Le speranze di vedere la sede dell'Agenzia del farmaco nel Pirellone sono ormai ridotte al lumicino, con la stessa Bresso a esprimersi in modo molto deciso su quanto accaduto in sede di voto: “Le promesse e le rassicurazioni… si sono confermate autentiche bufale: è stata dimostrata l'assoluta irrilevanza di Berlusconi nel Ppe”. Il riferimento è al parere contrario espresso da tutto il Ppe, oltre che dei liberali dell'Alde. A qualche ora dal voto, in fase di dibattito, la relatrice aveva parlato del suo emendamento come “molto duro” e che “chiede di modificare la scelta della città di Amsterdam e di sostituirlo con la necessità di addivenire a un accordo fra co-legislatori”.

Strada in salita

La strada, a questo punto, per Milano si fa davvero in salita. E questo nonostante il sindaco Beppe Sala abbia già annunciato che il capoluogo lombardo “darà battaglia fino all'ultimo”: la situazione attuale, infatti, non sembra lasciare molti spiragli all'Italia, in attesa di un voto della Commissione Ambiente (e di quello successivo della plenaria in Europarlamento) che difficilmente riserverà sorprese. La bocciatura dell'emendamento sembra precludere quasi definitivamente le speranze di Milano anche se maggiori indicazioni arriveranno dalla riunione della Commissione prevista per domani, al termine della quale verranno probabilmente resi noti gli esiti del sopralluogo effettuato nella capitale dei Paesi Bassi. Resta comunque decisamente esigua la possibilità che il dossier venga riaperto.

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