L’economia del mare a quota 200 mila imprese

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E' il volto “blu” dell’economia italiana. Cresce in termini di pil e di posti di lavoro creati la “blue economy” e cioè energia blu, acquacoltura, turismo marittimo, costiero e di crociera, biotecnologia blu. Le imprese iscritte nei registri delle imprese delle Camere di commercio, alla data del 31 dicembre 2018, che operano nell'economia del mare ammontano a 199.177 mila, pari al 3,3% del totale delle imprese nel Paese. Se si riduce il campo di osservazione ai soli comuni costieri, le quasi 175mila imprese dell'economia del mare rappresentano il 9,5% del sistema imprenditoriale nazionale. L’economia del mare è una risorsa che genera ricchezza, occupazione e innovazione secondo un modello collaborativo e sostenibile. Il mare unisce settori e tradizioni diverse in un tessuto imprenditoriale diffuso che può essere una leva per il rilancio dell’Italia.

I settori di attività

Il settore in cui si concentra il gruppo più numeroso di imprese è quello dei servizi di alloggio e ristorazione, strettamente legato al turismo, a cui afferisce il 44,5% del totale delle imprese (quasi 89mila). Il secondo settore per incidenza percentuale è quello della filiera ittica, che va dalla pesca alla vendita al consumatore (“dal mare alla tavola”), che si attesta al 16,8%, con un numero di imprese pari a 33.549 unità. Altri due settori che hanno un peso percentuale superiore al 10%, sono quello delle attività sportive e ricreative (15,2%) e la filiera della cantieristica navale (13,6%). Seguono a distanza, la movimentazione marittima di merci e persone, definito anche come “trasporti marittimi” (5,7%), le attività di ricerca, regolamentazione e tutela ambientale (3,8%) e l'industria delle estrazioni marine, con meno di 500 aziende. “Sono i dati diffusi oggi a Latina durante una conferenza stampa, contenuti nell'estratto dell'VIII rapporto nazionale sull'economia del mare, realizzato da SiCamera per l'ente camerale e che saranno diffusi dettagliatamente nel corso della quinta Giornata Nazionale sull'Economia del Mare, la rassegna organizzata dalla Camera di Commercio di Latina insieme all'Azienda Speciale dell'Economia del Mare, in collaborazione con Unioncamere Nazionale e Unioncamere Lazio, in programma a Formia e Gaeta, dal 24 al 26 ottobre 2019”, riferisce Dire.  Al centro delle iniziative di quest'anno il mare come risorsa turistica, economica ed ambientale da preservare e da valorizzare, affrontando temi come la sicurezza in mare, la difesa dell'ambiente, la nautica, la logistica, i trasporti, l'export e il turismo sportivo, gli incoming con operatori esteri del settore turistico costiero. Il momento culminante sarà la presentazione, il 24 ottobre a Formia, dell'8° Rapporto sull'Economia del Mare e del 5° Rapporto sull'Economia del Mare del Lazio.

Leonardo da Vinci, pioniere della bonifica dell’Agro Pontino

In occasione delle celebrazioni dei 500 anni della morte, in programma anche un omaggio, in collaborazione con la Lega Navale Italiana, a Leonardo da Vinci che, trasferitosi a Roma nel 1513, iniziò a studiare la bonifica dell'Agro Pontino. Previsti anche due workshop sul mare, i porti e il plastic free e il mare e il turismo sportivo. Chiusura il 26 ottobre con “Mare e cinema: territorio, vip, imprese” con la consegna di benemerenze a personaggi che hanno dato lustro a Gaeta nel corso degli anni. “L'economia del mare costituisce il 3,3% del prodotto interno lordo e ha un fattore moltiplicativo del 1,9% che porta i 47 miliardi del giro d'affari diretto a quasi 100 miliardi considerando l'impatto su altri settori e mercati, come quello della produzione ittica, turistico, alberghiero, commerciale, per citare solo i più noti”, spiega a Dire Mauro Zappia, commissario della Camera di Commercio di Latina-. Eppure il mare, ancora oggi non è tra le priorità politiche a livello nazionale e locale. Il rilancio dell'economia del nostro Paese dovrebbe essere costruito attorno alla risorsa mare”.

I 3 ddl del Cnel e le ricadute occupazionali

Il presidente del Cnel Tiziano Treu evidenzia che “l'economia del mare è in grande crescita e sta facendo registrare incrementi più alti della media di altri settori producendo valore per l'Italia e ricadute occupazionali significative anche grazie al rilancio del turismo di costa. I dati del rapporto evidenziano interessanti prospettive di sviluppo per questo settore che è trasversale a molti altri ed in alcuni casi a loro indispensabile”.  E aggiunge Treu: “Perché queste opportunità si concretizzino è fondamentale investire in logistica e sui porti, nodi strategici del sistema infrastrutturale italiano, sia a livello locale che nazionale. Proprio per questo il Cnel ha presentato 3 disegni di legge sulla logistica, nati da un lungo ciclo di audizioni con le 34 organizzazioni più rappresentative. Puntare sul sistema logistico legato all'economia del mare significa rafforzare l'offerta del nostro Paese sia sul fronte del turismo croceristico e del transhipment, ma anche favorire lo sviluppo del territorio”.

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