L’aerospazio scommette sul Mezzogiorno

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:40

Prende il via domani a Taranto, nella sede della Camera di Commercio, la prima scuola internazionale di volo suborbitale “per favorire lo sviluppo dell'economia spaziale, fornendo una panoramica degli aspetti scientifici, commerciali, operativi e normativi del volo suborbitale attraverso seminari di esperti di istituti accademici, di ricerca e industriali”. La scuola, a numero chiuso, si rivolge in particolare a studenti di dottorato o di master del settore ingegneristico, al personale di aziende ed enti di ricerca e dell'aeronautica militare. Domani, tra i relatori della giornata di avvio, interverranno Roberto Vittori, astronauta dell'Esa (Agenzia spaziale europea), generale dell'Aeronautica Militare; Francesco Cupertino, rettore del Politecnico di Bari; Antonio Ficarella, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell'Innovazione dell'Università del Salento; Giuseppe Acierno, presidente del Distretto tecnologico aerospaziale; Guillermo Ortesa (Esa) e Giorgio Saccoccia, presidente Asi (Agenzia spaziale italiana).

Investire sul futuro

Per convenzione, specifica il sito dell’Aeronautica militare, ogni volo in cui non si supera la quota di 100 chilometri può essere definito “suborbitale”. In genere, però, ci si riferisce alla porzione di spazio compresa tra i 15 e i 100 chilometri. Nello Space Transportation, ad esempio, i velivoli escono dall’atmosfera, per rientrarvi immediatamente, sfruttando la resistenza dell'aria: una nuova frontiera per assicurare collegamenti point-to-point sulla superficie terrestre che potrebbero consentire collegamenti Roma-New York in un'ora.  I velivoli spaziali come lo Space Shuttle cederanno il passo ai cosiddetti piccoli “spazioplani”, che si accingono a raccoglierne l’eredità, per ogni genere di opportunità, sia militare e sia civile (trasporto passeggeri, materiale, sperimentazione in microgravità, docking -aggancio- con la Stazione Spaziale Internazionale, addestramento dei futuri astronauti). Negli Stati Uniti sono nate anche diverse iniziative commerciali, per le possibilità che sembrano emergere nel campo della ricerca scientifica e nei voli turistici spaziali. Una di queste compagnie ha assunto, come pilota, Nicola Pecile, un ex pilota dell’Aeronautica Militare di Tornado e del Reparto Sperimentale di Volo. In ambito nazionale, l’Aeronautica Militare, per la sua stessa connotazione e storia, è interessata ad “acquisire competenze nel settore delle tecnologie e dei sistemi di volo ipersonico, con riferimento a profili di volo suborbitali e/o di alta quota”. La disponibilità di una tale capacità rientra nel più ampio contesto dell’accesso autonomo allo spazio che garantisca caratteristiche di responsiveness uniche e flessibili ed una efficace risposta nei diversi contesti operativi. Dispiegare oggetti orbitanti in tempi brevi potrebbe rivelarsi come una capacità fondamentale per il supporto nelle aree d’operazioni, le risposte alle emergenze e, più in generale, per contribuire alla homeland security (sicurezza nazionale).

L’analisi dei rischi

Maturare esperienze in questo settore, precisa il ministero della Difesa, favorisce anche la crescita e lo sviluppo nel Paese delle già consolidate competenze acquisite, sia a livello sperimentale e sia a quello dell’industria nazionale. In particolare, l'Aeronautica Militare è attualmente impegnata, assieme all’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile e all’Agenzia Spaziale (ASI), nella regolamentazione del settore (licenze, autorizzazioni e normative per i cosiddetti terzi sorvolati) negli spazioporti e nella certificazione/omologazione dei velivoli. Si tratta di una attività che coinvolge il Reparto Sperimentale di Volo, con specifico riferimento alle attività di identificazione degli aeroporti candidati a diventare “spazioporti” ed alle analisi dei rischi ai quali sarebbero soggetti i cosiddetti “terzi sorvolati”. Tra l’altro, sono stati realizzati uno studio di fattibilità per le verifica delle possibilità di addestramento di equipaggi alle caratteristiche specifiche del volo suborbitale e apposite simulazioni di incidenti, impiegando particolari tool per la generazione dei detriti e la relativa dispersione sul territorio nell’ipotesi di “spazioplani” decollati da aeroporti militari italiani, allo scopo di valutare preventivamente l’incidenza sulla sicurezza dei “terzi sorvolati”. Due anni fa è stata firmata a Broomfield in Colorado negli Stati Uniti, una lettera di intenti tra Asi e Virgin Galactic, che garantirà all'Agenzia Spaziale un volo suborbitale con SpaceShipTwo nel 2019 dallo Spaceport America in New Mexico. Durante il volo potranno essere condotte missioni di ricerca e sperimentazione che prevedono anche la presenza a bordo di un Payload Specialist italiano. Lo scenario nazionale si arricchisce di un tassello fondamentale in un settore in cui l’Aeronautica Militare vede rispecchiate la propria competenza ambientale e propensione al volo spaziale come estensione del volo tradizionale.

Lo spazioporto di Grottaglie

L'iniziativa che sarà inaugurata a Taranto è curata dal Politecnico di Bari in collaborazione con l'Università del Salento, il Distretto Tecnologico aerospaziale (Dta) e la Camera di Commercio di Taranto. “Una iniziativa, questa, che si connette col ruolo assegnato al vicino aeroporto di Grottaglie che è stato riconosciuto sia dal governo italiano che dalle istituzioni europee come spazioporto per i voli suborbitali”, riferisce l’Agi. Gli organizzatori della scuola evidenziano che “negli ultimi anni, il settore spaziale sta attraversando un nuovo periodo di sviluppo e sta attirando in tutto il mondo l'attenzione di investitori pubblici e privati alla ricerca di nuove fonti di crescita economica e innovazione”. In questo contesto “è possibile prevedere una vasta gamma di attività commerciali. Da un lato, c'è lo sviluppo dell'infrastruttura, correlato ad esempio alla produzione satellitare, ai servizi di lancio, alle stazioni di terra; dall'altro i servizi commerciali includono comunicazione satellitare, osservazione della Terra, servizi di navigazione, turismo spaziale, esperimenti di microgravità, ricerca atmosferica, sviluppo tecnologico”. E il lavoro che si sta svolgendo nell'area dell'aeroporto di Grottaglie grazie ai progetti di ricerca sviluppati dal Distretto tecnologico aerospaziale (Dta) il quale ha coinvolto amministrazioni pubbliche, Università e aziende private di livello internazionale e ha attratto nuove attività imprenditoriali che operano nel settore dei velivoli senza pilota e dei micro satelliti.

Progetti di trasporto

La sfida dei voli suborbitali, spiegano all’Agi i promotori dell’iniziativa, “necessita però di ulteriori ricerche su numerosi problemi tecnici come, ad esempio, nuovi motori e sistemi di controllo e la comprensione dei meccanismi termo-aerodinamici di base che caratterizzano le fasi ad alto numero di Mach delle missioni e della fisica di base della combustione ad alta velocità”. In particolare, si evidenzia, “lo sviluppo di future astronavi richiede un'analisi teorica e sperimentale dettagliata delle prestazioni aerotermodinamiche di veicoli e motori al fine di migliorare la capacità di controllare la traiettoria di rientro di un veicolo spaziale alato aerodinamico e di progettare il trasporto suborbitale punto-punto sistemi. Insieme a questi problemi tecnici, ci sono problemi fondamentali legati alla regolamentazione e alla sicurezza del volo suborbitale, che devono essere affrontati, concludono gli organizzatori”.

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